Benedetto XVI ha incoraggiato la loro missione “al servizio del Vangelo e della riconciliazione in Libano”. Il cardinale Nasrallah Pierre Sfeir, patriarca di Antiochia dei maroniti, ha donato il terreno per la costruzione. Tanti altri ordinari della regione, cattolici e non, hanno assicurato il loro sostegno. Nasce sotto i migliori auspici il villaggio mediatico che Télé Lumière – Noursat, l’emittente radiotelevisiva di Beirut, intende realizzare nella banlieu della capitale libanese, con l’obiettivo di trasmettere un messaggio di pace al Paese dei cedri e a tutta l’area mediorientale. All’udienza generale di mercoledì 25 novembre, i responsabili e gli operatori del network hanno presentato il progetto al Papa per la benedizione. Accompagnato nell’Aula Paolo VI dal cardinale Sfeir, Jack El Kallassy ha illustrato l’iniziativa:  27.000 metri quadri nel quartiere periferico di Fatka, dove sorgerà la cittadella con i suoi 155 uffici attrezzati, 8 studi di registrazione, tre canali satellitari, altrettante stazioni radio, un giornale quotidiano, un magazine, un internet provider, per quella che è destinata a diventare nelle intenzioni dei promotori “la più grande cittadella mediatica del mondo, nella quale si produrrà informazione in ben dodici lingue”. Da quelle internazionali – come il francese, l’inglese e l’arabo – a quelle più antiche del Medio Oriente. “Caldeo, assiro, armeno, ma anche greco, portoghese – spiega Kallassy – e tutti gli altri idiomi parlati dalle minoranze cristiane che abitano l’area”. Non solo. Si produrrà anche cultura, essendo previsti librerie, un museo sulla presenza cristiana in queste terre, un teatro, una struttura per formare operatori dell’informazione, persino un centro teologico.

La prima pietra del villaggio multimediale è stata posta il 1° ottobre 2008. Ora è tutto pronto per partire con i lavori. “Sarebbe meglio dire – puntualizza Kallassy – con la ricostruzione, visto che durante la guerra del 2006, tra il 12 e il 22 luglio, tre torri per la trasmissione, una delle quali installata appena tre mesi prima, vennero bombardate e distrutte sulle montagne di Sannine e Terbol al nord e sulla collina di Fatka”.
E pensare che Télé Lumière era nata nel 1991 proprio in seguito a un altro conflitto – quello che per sedici anni aveva insanguinato il Libano dal 1975 al 1991 – con lo scopo di riaccendere la speranza tra la gente comune. Fondata da un monaco eremita, fratel Nour, e gestita da laici impegnati, “è l’emittente di tutti i cristiani del Medio Oriente – spiega la responsabile dei programmi Marie-Therese Kreidy – e di quelli della diaspora nei cinque continenti”.

(©L’Osservatore Romano – 27 novembre 2009)