di Elisabetta Galeffi
Tratto da La Bussola Quotidiana il 3 maggio 2011

“Tre fratelli cristiani torturati per forzarli a confessare di aver ucciso la sorella convertita all’islam”: con questo titolo va in onda su iReport di CNN un terribile video ripreso, evidentemente, con un telefonino nella stazione di polizia di Kirdash, a detta del suo autore. Le scene drammatiche sono evidentemente quelle di un pestaggio nei confronti di tre uomini.

L’autore del video e delle poche parole che spiegano i fatti si firma “esam 13”, la sua è la quarta storia che esce da quando ha iniziato a mandare brevi notizie su “iReport”, uno spazio web aperto a tutti sul sito di Cnn.

Per i bloggers un vantaggio non da poco vedere le proprie storie edite sotto il rosso logo di uno dei colossi della comunicazione mondiale; la certezza di un posto di primo piano anche nel mare sconfinato del web, con una richiesta di responsabilità, che inizia con l’accettazione delle regole per l’iscrizione al sito. Infine può sempre arrivare una super visione della rete per controllare se quanto si posta sul web ha dei riscontri nella realtà.

Raccontiamo tutto questo perché giorni fa “esam 13” ha dato il suo cibernetico sostegno all’articolo del nostro giornale, “I copti perseguitano gli islamici. Sarà vero?”. La notizia dell’omicidio commesso dai fratelli di una donna nata di fede cristiano copta e convertita all’islam a causa del suo matrimonio con un uomo musulmano, non è stata considerata una bufala solo per pregiudizio. Anzi, sulle prime, ci è apparsa tragicamente possibile come molti accadimenti del mondo: chi può dire che lo scenario di odio e di fondamentalismo religioso, visto da vicino negli anni di permanenza in Medio Oriente e in Egitto, non poteva aver portato anche ad episodi odiosi come questo?

Però i fatti, al termine di una meticolosa ricerca delle fonti della notizia, non convincevano. Abbiamo scritto nel nostro pezzo dove sembrava che vi fossero inspiegabili contraddizioni , ma quanto ci messo sull’avviso di una notizia falsa, vale forse la pena dirlo adesso, si trattava solo di una sensazione. Insomma la storia era come la famosa ciambella con il buco per chi non ama i cristiani; l’omicidio, singolarissimo e unico per quanto ci sia dato conoscere, era avvenuto, guarda un po’, proprio nel giorno di Pasqua. Una coincidenza che aveva dato alla storia ancora più forza di quanto avrebbe avuto in un qualsiasi altro giorno dell’anno e a scatenare la manifestazione con maggior vigore del soliti salafiti. Che sono i maratoneti delle proteste in tutto l’Egitto, soprattutto a danno dei copti.

Di “esam 13” non sappiamo nulla di più di quello che ci dice il suo spazio su iReport: il suo video è stato visitato 103 volte in meno di una settimana e non c’è neppure un commento che gli dia torto. Che racconti la verità lo devono pensare anche i responsabili dei quotidiani egiziani che avevano pubblicato la notizia e che adesso hanno eliminato velocemente dal web ogni traccia della storia . “AlMastry”, il quotidiano cariota tradotto in lingua inglese dove l’avevamo scoperta anche noi come, a quanto pare, molti siti e giornali italiani, visto che la ricalcavano senza la minima obiezione, si è comporto nello stesso modo: è sparita!