La difesa della vita allenta le tensioni ebraico-cattoliche

di Edward Pentin

ROMA, lunedì, 9 febbraio 2009 (ZENIT.org).- In un momento di tensione nei rapporti tra cattolici ed ebrei, un rabbino ortodosso si è recato in Vaticano offrendo una via per allentare le tensioni fattibile anche se meno utilizzata.

Il rabbino Yehuda Levin, portavoce dell’Unione dei Rabbini Ortodossi degli Stati Uniti e del Canada, ha fatto visita ad alti esponenti della Curia per ottenere il sostegno della Chiesa nella sua opposizione a una marcia per l’orgoglio gay che avrà luogo a Gerusalemme alla fine dell’anno. Spera che il Vaticano e il Nunzio Apostolico in Israele possano aiutarlo a creare una coalizione con altre religioni e denominazioni per bloccare l’evento.

Newyorkese dal linguaggio diretto, Levin ha un grande zelo missionario per difendere la causa pro-vita e crede fermamente che quando si tratta dei rapporti ebraico-cattolici il fatto di difendere la vita e la famiglia dovrebbe sovrapporsi a controversie come la negazione dell’Olocausto da parte del Vescovo lefebvriano Richard Williamson.

“Nei nostri figli si stanno verificando casi di Aids morale”, ha affermato Levin, padre di nove figli. “Non dico che non ci sia spazio per questo [la discussione su Williamson], ma che dovremmo chiederci: ‘Cosa possiamo fare per salvare i bambini e la mente dei nostri figli sapendo ciò che è bene e ciò che è male in temi di vita e famiglia?’”.

Il rabbino sostiene pienamente Benedetto XVI nell’ultima controversia. “Ci sono persone che dicono che Papa Benedetto è antisemita e insensibile – questo è ridicolo”, ha dichiarato. “Ha un passato di decenni di antinazismo e simpatia per gli ebrei”.

Levin dice anche di capire ciò che il Papa sta cercando di fare tendendo la mano ai tradizionalisti, perché questi hanno alcune “cose molto importanti” da apportare al cattolicesimo.

“Lo sostengo totalmente. Perché? Perché capisce tutta la situazione, cioè che la Chiesa cattolica ha un problema con l’estrema sinistra che sta danneggiando immensamente la fede”. La sinistra, a suo avviso, “sta aiutando a distruggere e a corrompere i valori della Chiesa e questo ha un effetto cascata in tutte le comunità religiose del mondo”.

Una Chiesa di 1.250 milioni di membri non può essere ignorata facilmente, osserva. “Ciò che avviene ci riguarda”.

Il rabbino Levin ha anche chiesto scusa per la reazione di alcuni ebrei. “Se lui [il Papa] include inavvertitamente qualcuno che è importante in questo movimento e che dice cose strane è una ragione per buttare via tutto e iniziare subito a condannare Papa Benedetto?”, chiede. “Assolutamente no”.

Levin, che ogni anno partecipa alla Marcia per la Vita a Washington, non dedica molte parole alla nuova amministrazione degli Stati Uniti e avverte dell’“obamificazione” della società, vale a dire degli sforzi del Presidente Obama per cercare di raggiungere un consenso tra tutte le parti nel dibattito sull’aborto.

“Non lo sta ottenendo”, sottolinea. Una donna non può essere “un po’ incinta”, né è possibile essere d’accordo “un po’ con il matrimonio omosessuale”.

“Lui [Obama] sta prostituendo i valori, e come nordamericano sono offeso. Crede che siamo muti”, ha concluso.