Emergenza educativa • I vescovi dell’Emilia Romagna: aiutiamo le giovani generazioni • Il documento invita a «rafforzare la corresponsabilità per aiutare i giovani»
di Enrico Lenzi
Tratto da Avvenire del 9 settembre 2009

«La famiglia e la scuola so­no chiamate ad un serio impegno per far fronte» all’emergenza educativa, che è sot­to gli occhi di tutti. E sono chiama­te «ad affrontarle insieme, in una stretta sinergia». È il passaggio cen­trale del messaggio che i vescovi dell’Emilia Romagna rivolgono al­le «comunità cristiane e a quanti o­perano nella scuola» nell’immi­nenza della ripresa delle lezioni, che in questa Regione è prevista per martedì 15 settembre. Dunque un invito a «un patto educativo di cor­responsabilità tra scuola e famiglia», perché «l’educazione dei bambini e dei giovani è senza dubbio uno degli impegni maggiori di ogni so­cietà». E poi non va dimenticato, sottolinea il documento firmato da monsignor Gianni Ambrosio, ve­scovo di Piacenza e delegato della Conferenza episcopale dell’Emilia e Romagna per la pastorale della scuola (con il coordinatore regio­nale per la scuola monsignor Fio­renzo Facchini e l’incaricato per l’Irc don Raffaele Buono) che «oggi l’e­ducazione sta attraversando un momento di grande difficoltà», con «frequenti manifestazioni di sban­damento e violenza di giovani e gio­vanissimi». Ecco spiegata l’impor­tanza di recuperare questo patto e­ducativo, questa alleanza scuola­famiglia, che, secondo il documen­to dei vescovi dell’Emilia Romagna può trovare uno «strumento molto valido nel Patto educativo di corre­sponsabilità, inserito nello Statuto degli studenti e delle studentesse, volto a definire in maniera condivi­sa diritti e doveri dei genitori, degli studenti e degli insegnanti nel rap­porto tra scuola e famiglia». Un pat­to che tra l’altro viene sottoscritto dai genitori all’atto dell’iscrizione del proprio figli a scuola, ma che «non deve risolversi in un semplice adempimento burocratico. Esso può invece rappresentare una pre­ziosa occasione per sviluppare un’unità di intenti per l’educazione e dunque una effettiva collabora­zione tra genitori, insegnanti e stu­denti sia nella elaborazione del pat­to, sia nella sottoscrizione e attua­zione, avendo ben chiare le finalità, gli strumenti, i metodi da seguire». Insomma i genitori devono torna­re a essere protagonisti nella scuo­la come «la scuola italiana ha co­nosciuto in un passato non lonta­no. Oggi l’autonomia scolastica consente di riprendere in forme nuove questa collaborazione, nella quale anche le forme associative dei genitori, dei docenti e degli studenti possono ritrovare forza e colloca­zione, per affrontare insieme i pro­blemi dell’emergenza educativa». In questa azione la stessa Chiesa «intende impegnare nei prossimi anni le comunità cristiane», alla lu­ce anche di quanto da tempo va sot­tolineando lo stesso Benedetto X­VI, aumentando «una ancora più stretta e viva alleanza educativa tra famiglia e comunità parrocchiale, particolarmente attraverso gli ora­tori e le varie forme di aggregazio­ne giovanile». Proprio all’associa­zionismo e ai movimenti di ispira- zione cristiana che operano nella scuola i vescovi dell’Emilia Roma­gna affidano l’impegno di dare vita nelle diverse diocesi a una Giorna­ta della scuola, in occasione della quale «potrà essere richiamata alle famiglie e alla comunità cristiana la corresponsabilità dei genitori, de­gli insegnanti e degli studenti nel lavoro educativo della scuola». Un impegno che con molta probabilità sarà sostenuto dalle diverse sigle che già oggi fanno parte della Con­sulta regionale per la pastorale del­la scuola dell’Emilia Romagna: A­ge, Agesc, Uciim, Aimc e Diesse. «Af­fidiamo ai responsabili della pasto­rale della scuola e delle associazio­ne e gruppi cristiani che operano nella scuola – concludono i vesco­vi – queste riflessioni e indicazio­ni».