di Don Antonello Iapicca

Graffito del colle Palatino: caricatura di un uomo crocefisso con testa d'asino.

Ancora qualche giorno ed il mondo celebrerà il decennale della caduta del muro di Berlino. Festeggiamenti e conferenze, articoli e speciali televisivi si rincorrono a ridestare la memoria su di un evento assurto a spartiacque della storia. I colpi di piccone che frantumavano quel muro hanno spazzato via poteri, dittature, partiti politici e, soprattutto, sogni ideologici rivelatisi inganni intrisi di sangue.
Ma il cuore dell’uomo non è cambiato. La tentazione di erigere nuovi muri a difendere e a respingere è sempre in agguato. Cos’erano se non muri, le foglie con le quali Adamo ed Eva precipitati nel peccato hanno tentato di coprire le perdute innocenza e libertà? Così, dalle ceneri di un muro che ha diviso l’Europa per decenni ne vediamo sorgere uno nuovo, dal Palazzo che invece, quell’Europa libera e unita uscita dalla Guerra fredda dovrebbe rappresentare e governare.
E’ di ieri la sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo che ha introdotto il dispositivo secondo cui l’esposizione del crocifisso nelle scuole viola la libertà di religione. La Corte, si legge nelle motivazioni della sentenza, «non è in grado di comprendere come l’esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana».
La corte non è in grado di comprendere Cristo e la sua croce, la pensa come un ostacolo al pluralismo, alla democrazia, ai diritti umani. La corte, specchio di questa Europa che ha apostato il cristianesimo. La corte che, con una sentenza del 22 gennaio 2008, ha permesso ad un’insegnante francese di scuola materna, dichiaratamente lesbica, di adottare un bambino. L’Europa che non comprende più Cristo, è questo il segno di oggi, sinistro presagio di un muro ben più pericoloso di quello venuto giù dieci anni fa. L’Europa innalza un muro per proteggersi dalla croce di Cristo. Non è in grado di comprenderla ma ha sentito dire che i cristiani, venerano, dopo averla consacrata, una testa d’asino, non saprei per quale futile credenza“, esattamente come duemila anni fa i pagani guardavano al cristianesimo.
Per questo occorre far sparire questo segno di discriminazione per i bambini e i giovani la cui vista pregiudicherebbe la loro sana e pluralista educazione, compromettendo il cammino sul fulgido relativismo che ne protegge diritti umani. Questa è l’Europa, un continente che spazza via storia e salvezza, e si rinchiude dietro ad un muro eretto per consumare il peggio che il nulla di cui è schiava partorisce.
Non basteranno ricorsi e dichiarazioni. Se la croce, il segno dell’amore infinito che abbatte i muri dei cuori e delle menti nell’amore al nemico (e non solo al diverso) è messa fuori legge; se la croce è presa per un segno che attenta ai diritti umani mentre un bambino con due padri, o due madri, o quattro o più genitori è invece considerato garantito di ogni diritto; se Buttiglione può essere cacciato da Strasburgo e al Papa può essere impedito di parlare all’università, se ad ogni perversione è data cittadinanza e diritto cancellando quello di conoscere la Verità sull’uomo e il suo destino; se questo e molto altro è possibile significa che evangelizzare l’Europa è questione di vita o di morte.
Occorre prendere in seria considerazione che la Chiesa e i cristiani saranno gli unici a dover essere discriminati, nel nome della lotta alla discriminazione. Evangelizzare dunque, e, per questo, molto più che di parole lanciate dalle sale stampa, è urgente ripensare la formazione dei sempre più pochi cristiani in Europa. La politica a stento li strumentalizza alla bisogna, la cultura dominante li ha messi fuori gioco, e forse non è un male. Occorre tornare sulle trincee della Chiesa primitiva, e lì, sul fronte della vita di ogni giorno, crocifissi con Cristo, illuminare e salare questa Europa precipitata nelle tenebre e nel non senso. Potranno schiodare dai muri i crocifissi di legno, ma non potranno non incontrare l’amore e la misericordia di Dio crocifisso nei suoi figli.