di Domenico Bonvegna

Da anni collaboro con le Edizioni Ares di Milano recensendo i loro libri; per le vacanze di natale ho ricevuto alcuni volumi da leggere, oggi presento, Un grande SI’ alla vita, 28 quadri di bioetica, presentati da Marina Corradi, editorialista di Avvenire.

Il libro è scritto a quattro mani da Anna e Giovanni Rimoldi, due coniugi che presentano 28 quadri sulle maggiori problematiche inerenti l’origine della vita dal concepimento alla nascita, affrontate sulla base della scienza, della filosofia e del magistero della Chiesa, per esprimere le ragioni umane, prima ancora che cristiane, di un grande SI’ alla vita.

I Rimoldi raccontano testimonianze di diverse mamme che hanno accolto la vita con l’aiuto delle volontarie del Centro Aiuto alla Vita di Busto Arsizio che in vent’anni ha fatto nascere 500 bambini, più di mille madri sono state aiutate, 150 bambini sono stati adottati a distanza.

Quando un paese uccide i propri bambini, uccide la propria anima… diceva il grande scienziato Jerome Lejeune, non solo, ma uccide anche il proprio futuro, che diventa tragico in un tempo d’immigrazione selvaggia. L’accostamento tra la pratica abortiva che ha eliminato migliaia di potenziali italiani e l’invasione più o meno pacifica di migliaia di immigrati, raramente emerge sui nostri mass media.

Dal lontano 22 maggio 1978 quando viene approvata la legge sull’interruzione  volontaria della gravidanza (194) sono stati sottratti alla vita circa 5 milioni di bambini.

5 milioni di italiani che oggi potevano aiutare il nostro paese che s’incammina verso un preoccupante invecchiamento. Una popolazione – scrivono i coniugi Rimoldi – che sarebbe stata giovane, giovanissima, compresa in una fascia di età tra lo zero e il trentunesimo anno di vita, che avrebbe rappresentato una speranza per l’Italia, che oggi rischia invece di perdere la propria identità culturale e la propria prosperità economica perchè sempre più anziana”.

S. Teresa di Riva, 27 dicembre 2009