di J.B. An Dang
L’accusa è di aver diffuso “pensieri controrivoluzionari” e  pubblicizzato “siti anticommunisti”. In realtà ha incoraggiato i giovani a leggere racconti e poesie scritti prima dell’avvento del regime. Hanoi controlla strettamente internet, per Reporters sans frontieres è uno dei 15 “nemici” di internet e Amnesty International riferisce di persone arrestate per la loro attività nella rete.

Hanoi (AsiaNews) – Una insegnante cattolica vietnamita è stata allontanata dalla sua scuola e rischia di essere ncriminata per aver incoraggiato i suoi studenti a visitare siti internet contenenti “materiali politicamente sensibili”. L’accusa contro Nguyen Thi Bich Hanh, una giovane di 28 anni (nella foto), è stata lanciata l’1 giugno dal giornale della polizia, il People’s Public Security, secondo il quale l’insegnante “approfittando della sua posizione di docente diffonde pensieri controrivoluzionari, parla male dei leader comunisti e distorce le loro immagini nelle menti dei bambini, offende gravemente la politica educativa statale e pubblicizza siti anticomunisti che diffondono calunnie contro il governo”.
 
Il giornale specifica che Hanh, insegnante di letteratura alla Nguyen Binh Khiem, scuola speciale per studenti dotati, a Tam Ky, nella centrale provincia di Quang Nam, è stata inquisita dopo che i suoi studenti hanno cominciato a cercare informazioni su siti classificati “antirivoluzionari”. L’insegnante, parlando a Radio Free Asia, ha affermato di non aver fatto nulla di illegale e di essere perseguitata in gran parte a causa della sua formazione cattolica. Sono sempre di più, ha spiegato, i giovani vietnamiti che vanno su internet per giocare, scaricare musica, scambiarsi e-mail, chattare e cose simili. Lei semplicemente ha voluto discutere con i suoi studenti dei benefici e delle trappole che internet può presentare. Come docente, si sentiva obbligata a educare i suoi studenti su come usare in modo costruttivo internet per ricerche, analisi e informazioni corrette. Sulla base della sua personale esperienza, li ha incoraggiati a cercare racconti, poemi ed altri scritti pubblicati prima del periodo comunista, quando gli scrittori vietnamiti erano liberi di esprimere i loro pensieri e i loro sentimenti. Opere che è estremamente difficile trovare in patria, ma che sono disponibili sulla rete.
 In Vietnam internet sta conoscendo una vasta diffusione: a novembre, secondo dati del Vietnam Internet Network Information Center esso aveva 20.669.285 utenti, il 24% della popolazione, e il governo ha annunciato un piano per portarli al 35% entro il 2010.  Insieme al piano per far aumentare il numero degli internauti, il governo applica una politica di stretta censura politica. Misure giuridiche e tecniche sono utilizzate per filtrare siti contenenti materiale giudicato pericoloso dal Partito comunista. Reporters sans frontieres pone il Vietnam tra i 15 “nemici” di internet e Amnesty International riferisce di persone arrestate per la loro attività nella rete. Sono bloccati numerosi sono siti occidentali o tenuti da vietnamiti all’estero.
 
Non lo erano quelli indicati da Hanh ai suoi studenti. Ma, ha spiegato, “le autorità mi hanno accusato di avere una mentalità diversa, risultato del mio essere cattolica, con una formazione discutibile”. L’insegnante ha poi rivelato che già suo padre ha trascorso più di 20 anni in un campo di rieducazione, a causa della sua attività apostolica e della sua difesa del cattolicesimo. Famoso matematico, Nguyen Quoc Anh, anche in prigione ha scritto articoli che gli hanno valso inviti alla università di Hanoi, ma che non sono mai stati pubblicati dal Ministero dell’educazione.
 Quanto alla giovane Hanh, dopo un corso di perfezionamento post-laurea all’università di Dalat, è stata assunta nel 2002 dal Dipartimento provinciale per l’educazione di Quang Nam – Da Nanag nell’ambito di un programma speciale per il reclutamento di persone di talento. Sebbene considerata uno degli insegnanti più stimati della scuola, non ha mai avuto alcun riconoscimento, né promozioni, in quanto è una catechiesta della sua parrocchia.
 
La vicenda di Hanh è stata vista dai cattolici vietnamiti come segno di un percorso difficile che si apre, un tempo di difficoltà e sofferenza per i cattolici che lavorano nei servizi pubblici. La diffusione della notizia del suo licenziamento da parte del giornale della polizia è ritenuta un avvertimento minaccioso del governo per tutti gli insegnanti che hanno legami con le religioni.