Le elezioni politiche anticipate e lo scioglimento del Parlamento ha prodotto la sospensione di ogni attività legislativa, dando origine a nuovi movimenti, formazioni e Partiti politici, stante i molti simboli presentati al Viminale, i quali non sono altro che gruppi di potere, ( in aperta simbiosi di quanto pensava il Presidente Andreotti “ il potere logora chi non ce l’ha” !), quando un sano bipolarismo, se applicato, sarebbe necessario per garantire una solida governabilità, in assoluta democrazia .

Non è fare politica, ( ne siamo molto lontani, comunque, possiamo “dire” essendo cittadini !), ma constatazione del fatto incontrovertibile che fin’oggi è accertato che l’Italia necessita di una Politica incarnata in soli due grandi schieramenti politici  che originano un Governo stabile e quando la governabilità diventa “impossibile”, si deve avere la possibilità di ricorrere all’altro schieramento, come vige in quasi tutti gli Stati democratici !

 

Non si può con un dito oscurare il sole, vale dire non si può andare avanti con il sistema adottato fin oggi, occorre quella legge elettorale che non è stato possibile adottare !

Non bisogna dimenticare che altissimo è stato il contributo offerto sul piano culturale e giuridico dai cattolici per una corretta definizione dei rapporti sociali dopo la guerra 1940/1945 in un atto, la Costituzione, di pacificazione dettato dall’esigenza di non introdurre motivi di conflittualità nel difficile momento della ricostruzione, ma si può e si deve riformare una parte della Costituzione.

Ora in un momento dominato dalla sfiducia, di accertata criticità, di incertezza, dove i toni di una campagna elettorale si fanno sempre più aspri e privi di valori morali, onesti, autentici e chiari, dove si è chiuso un “ciclo politico” che ha portato pochi traguardi significativi e si apre un “nuovo scenario”, non quello simile al camaleonte, ( adottato anche con la scusa di essere cristiani ) che tende ad avere i colori diversi a secondo delle condizioni, è anche compito dei cattolici, quali cittadini, di difendere i valori morali non negoziabili per ri-dare alle necessità della gente quella sovranità, ordinamento originario e sovrano, che appartiene al popolo onde rimuovere i vari problemi fin’oggi totalmente trascurati .

Molti si domandano : ma il bene comune, parola “magica” molto usata ( e strausata ) in questi nostri tempi, è un valore di natura umana, un vantaggio della collettività, della civiltà, una forza interiore che si manifesta e “spinge” la coscienza del singolo uomo verso un benessere ?

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Il nostro Paese è costantemente “preso” nella litigiosità politica con scambi di accuse senza minimamente curarsi se emergenze, divergenze od esigenze sociali siano degne di essere ritenute tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso e del “ Palazzo ”.

La tecnica moderna ha inserito nella vita di ciascuno di noi tempi molto frettolosi, determinando una “circolazione culturale e sociale” intensa e nervosa nelle n/s città e nei n/s paesi, dove i giovani sono troppo nervosi, depressi, scontenti, dove ora anche adolescenti uccidono o vengono uccisi per un nonnulla, dove insistono anziani incompresi ed abbandonati, dove l’omicidio o il suicidio in famiglia è “moda”, dove neonati vengono lasciati sulle strade o nei cassonetti della spazzatura, dove nuclei familiari continuano in una corsa spasmodica alla ricerca di qualche “cosa”, dove gli stupri sono molto ricorrenti, dove la immoralità è diffusa, dove “vivono” famiglie strapiene di ansia, frustrazioni, stress, dove brulicano depressione ed altri problemi.

Questo è, purtroppo, il mondo che in parte riscontriamo quotidianamente, mentre “fuori le mura domestiche” impera il consumismo, l’edonismo, il materialismo, l’erotismo sfrenato, il relativismo veramente abominevole e via dicendo, ”qualità e quantità” che concorrono verso un superficialismo esteriore, libero, ma  troppo effimero.

La democrazia, governo di popolo, è tale quando svolge le sue funzioni, quando vengono eliminate quelle reali disparità che rendono efficiente il diritto positivo,”fuori” da quelle esteriorità, da quel “mondo”, in parole povere inlibertà e non in libertinaggio !

Ma a quante sopraffazioni assistiamo increduli, sbigottiti, esterrefatti, quante truffe, quante beffe, quante furbizie legali sono in atto ed in netto contrasto con quei principi etici che hanno sempre regolato la nostra vita, mentre impera corruzione, concussione ed ogni “reato”, effetti che si riverberano in tutti gli elementi dell’ordinamento giuridico con impulsi quasi repressivi nel campo della socialità .

Il mondo civile, della sofferenza e quello cattolico è tra due fuochi Bisogna finirla con questi atteggiamenti ! E’ necessario, opportuno, augurabile uscirne fuori !

 

Nell‘Anno della Fede Benedetto XVI° ha fatto un accorato appello ed un monito da non dimenticare “essere cristiani significa amare la vita, la natura, ma soprattutto amare il prossimo “ ( Palazzo Apostolico indirizzo di omaggio alla Delegazione di atleti olimpionici e paralimpionici 17 dicembre 2012) .

 

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”

 

Previte

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