di NAT da Polis
Sono state rotte 90 lapidi. Fatti simili non sono rari e la stampa cittadina non ne ha parlato. D’altro canto solo un film ha fatto conoscere ai giovani i progrom anticristiani del passato. La visita del patriarca ecumenico Bartolomeo.

Istanbul (AsiaNews) – Profanato, a Istanbul, un cimitero cristiano. Ignoti hanno rotto le lapidi di 90 tombe, sulle quali, accanto alla croce, erano i nomi dei defunti.
Il fatto è avvenuto, qualche giorno fa, nello storico cimitero di Valukli a fianco dell’antico monastero ortodosso di Valukli, unico monastero sopravissuto a Istanbul dedicato alla Madonna, situato fuori e a ridosso delle antiche mura Toeodossiane, e che è curato da cinque monache non residenti.
Profanazioni accadono, non di rado, negli ultimi 20 anni, nei cimiteri cristiani di Istanbul. Quanto avvenuto ha fatto tornare alla mente i tragici fatti del settembre del 1955, quando con un terribile pogrom, denominato appunto il pogrom  di settembre, progettato ed eseguito dall’establisment burocratico-politico-militare, qui chiamato “Stato profondo” (Deri devlet). Furono profanati e distrutti chiese, cimiteri e proprietΰ della comunità ortodossa di Istanbul. Un fatto , quel pogrom, che ha costituì una svolta decisiva nelle coscienze dell’elemento cristiano di Istanbul. Capì che in quella terra la sua sopravivenza sarebbe diventata difficile, se non impossibile.
E  le nuove generazioni turche sono venute a conoscenza di quei tragici fatti, per la prima volta, solo grazie al film “Guz Sancisi” di una giovane regista turca, Tomris Giritlioglu, proiettato quest’anno, e che ha avuto molto successo.
C’è un altro dato di fatto molto importante: i cimiteri cristiani, tutti di naura monumentale, costituiscono un notevole elemento di testimonianza dell’ormai esigua presenza cristiana in questa terra. Oggi, a causa della spaventosa crescita urbanistica di Istanbul si trovano accerchiati da grossi insediamenti urbani e pertanto sono divenuti terreni appetibili. Per giunta, con una decisione degli anni trenta, tutti i cimiteri, che sin ad allora erano di proprietà delle fondazioni religiose, furono assegnati ai comuni.
Sdegnato ed amareggiato il commento del Patriarca ecumenico Bartolomeo, che si è recato (nella foto) a visitare il cimitero profanato, chiedendo perché continuano ad accadere fenomeni del genere sui nostri cimiteri.
Il fatto, assai grave non è stato riportato dalla stampa dalla città di Istanbul.
Foto: Nikos Manginas