Al convegno Anicec di Padova, il sottosegretario Cei Pompili traccia l’identikit dell’animatore della comunicazione e cultura
di Vincenzo Grienti
Tratto da Avvenire del 26 ottobre 2010

Padova. A sei mesi esatti da «Testimoni digitali» a Padova si sono dati appuntamento quanti hanno seguito il corso e-learning dell’Anicec 2010. Insieme a loro sono circa cinquecento quelli che hanno portato a termine questo originale apprendistato, che intende dotare le comunità cristiane di una nuova figura: quella dell’animatore della comunicazione e della cultura.

Proprio dell’animatore, il sottosegretario Cei, monsignor Domenico Pompili, ha aggiornato l’identikit, precisando che egli deve «annusare il cambiamento per interpretarlo e orientarlo in una direzione umanizzante». In particolare dentro il mondo ridisegnato dalla Rete, egli deve essere uno che «facilita l’incontro generativo». Infatti «la fede – ha sostenuto Pompili – è, a rigori, intrasmissibile perché può essere generata solo nell’incontro, come risposta libera all’invito che ci viene rivolto. Così come accade di comprendere dal testo evangelico».

L’ambiente digitale peraltro «rende la reciprocità una dimensione fondamentale del nostro essere con altri, e rende definitivamente obsoleto il modello della trasmissione a senso unico». Di qui l’esigenza di valorizzare la Rete per accorciare le distanze e per creare nuove occasioni di prossimità che rendano percepibile la parola della salvezza. L’incontro residenziale si è aperto con una doppia lezione, a cura del professor Guido Gili (Università del Molise) e di monsignor Sergio Lanza (assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica), che hanno messo in luce la credibilità dell’animatore e la sua necessità pastorale per realizzare uno spazio di confronto con quanti sono distanti dalla fede. In particolare la metafora del «cortile dei gentili», richiamata autorevolmente da Benedetto XVI, è stata colta come uno spazio di confronto necessario in questa rinnovata stagione di evangelizzazione. Il vicedirettore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, don Ivan Maffeis, ha illustrato quindi la serie dei vari media ecclesiali, auspicando una sempre maggiore convergenza per facilitare la comunione e la comunicazione dentro e fuori la Chiesa. Monsignor Dario Edoardo Viganò, direttore scientifico del corso Anicec, ha infine presentato il nuovo corso 2011.