tratto da Avvenire di Andrea Fagioli

Il Comune di Firenze istituirà un registro dei testamenti biologici: lo prevede una delibera approvata ieri con 26 voti favorevoli e 18 contrari. Hanno votato sì i consiglieri della maggioranza (Pd), con l’eccezione del vicepresidente dell’assemblea Salvatore Scino, Massimo Fratini e Antonio De Crescenzo. Favorevoli anche i consiglieri dei gruppi “Spini per Firenze” e “Perunaltracittà”. Contraria invece l’opposizione con i consiglieri del Pdl e del gruppo “Firenze c’è”. Il sindaco Matteo Renzi non ha partecipato ai lavori dell’assemblea. Il registro (la delibera era stata proposta dalla consigliera del Pd Claudia Livi) sarà riservato ai cittadini residenti a Firenze e l’iscrizione avverrà tramite autodichiarazione, con indicazione del notaio, del fiduciario o del depositario del biotestamento. I consiglieri del Pdl, prima del dibattito, avevano chiesto di rinviare il voto di ieri, con una proposta sospensiva, visto che «la legge sul testamento biologico sarà discussa in Parlamento ad inizio novembre». Ma la richiesta, messa ai voti, è stata respinta.

Rammarico e preoccupazione per la decisione assunta dal Consiglio comunale è stata espressa dalla diocesi fiorentina, che in una nota diffusa subito dopo l’approvazione della delibera che istituisce il registro dei testamenti biolgici sostiene che si è «voluto così proseguire con pervicacia su una strada a riguardo della quale si ebbe già modo di manifestare profondo dissenso e di evidenziare l’improprietà della decisione in occasione della mozione approvata nell’ultima seduta del precedente Consiglio comunale. Si tratta infatti, con evidenza, di atto ideologico, illegittimo e privo di efficacia giuridica, essendo la materia nell’esclusiva competenza del legislatore nazionale. Si deplora peraltro l’indebita e tendenziosa confusione terminologica tra dichiarazioni anticipate di trattamento e testamento biologico, l’infondatezza di ritenere alimentazione ed idratazione artificiali atti di natura terapeutica, l’evidente cancellazione di fatto del ruolo del medico che emerge dalla delibera. E a ciò si aggiungano – si legge ancora nelle nota – la possibile violazione della normativa in tema di privacy e un uso strumentale di citazioni disarticolate di documenti che in alcun modo attribuiscono rilievo giuridico alle dichiarazioni anticipate».

La diocesi di Firenze si dice dispiaciuta anche nel «constatare che alcuni  politici che si definiscono cattolici – va riconosciuto non tutti e di ciò c’è da rallegrarsi – non abbiamo percepito come in un caso come questo ricorressero quelle condizioni di coerenza con i valori fondamentali della visione antropologica illuminata dal Vangelo che richiedono ossequio all’insegnamento del Magistero. Ancora un volta la città di Firenze si trova ad essere ridotta a strumento di fughe ideologiche tese a condizionare il legislatore nazionale, senza alcun reale vantaggio per la città, offrendo nuovi pretesti di divisione, non rispettando la sensibilità di non pochi dei suoi cittadini».

Dai banchi dell’opposizione di centro destra, che ha votato contro la delibera, è stata contestata l’assenza del sindaco, mentre Fratini, dai banchi della maggioranza, in dissenso con il suo gruppo, ha parlato di «atto amministrativo inutile e strumentale». «Non sfugge a nessuno – ha aggiunto il consiglire Pd – che questa è la città che, in maniera controversa, ha dato la cittadinanza onoraria a Giuseppe Englaro. Non sfugge a nessuno che in toscana solo Pisa e Calenzano hanno istituito tale registro. Tutti gli altri comuni non ne hanno sentito il bisogno».