di Andrea Sartori (Insegnante) da Protagonisti Per L’Europa Cristiana
Smantellata dalla Guardia di finanza milanese una cellula criminale algerina. Tra le accuse quella fabbricazione di passaporti falsi, reato introdotto dall’antiterrorismo nel 2005. E’ di pochi giorno fa l’allarme del ministro dell’Interno riguardo un radicarsi di al Qaeda in Italia

La Guardia di finanza milanese ha smantellato una cellula criminale algerina che fabbricava documenti falsi per poter aver libertà di movimento in Europa e nell’Africa settentrionale. Gli indagati facevano parte di un’organizzazione internazionale che comprendeva anche persone iscritte nelle liste antiterrorismo delle Nazioni Unite. Solo pochi giorni fa il ministro dell’Interno Roberto Maroni aveva lanciato l’allarme riguardo la formazione di cellule qaediste in Italia.

L’operazione della Guardia di finanza che ha permesso di smantellare la cellula criminale è stata ribattezzata “operazione Hajj” e ha scopertp che l’organizzazione si finanziava attraverso furti, borseggi, rapine e ricettazione, accettando un volume di affari di tre milioni di euro in tre anni. Denaro che poi veniva mandato in Algeria “senza superare i limiti di valuta esportabile (10 mila euro) e, per non destare sospetto, utilizzando ogni volta identità di copertura diverse”. Le identità di copertura utilizzate erano spesso quelle di calciatori algerini. In tutto sono state comminate 17 custodie cautelare, sei delle quali in Italia.

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha dichiarato che “Nell’area di Milano il fenomeno del terrorismo sta prendendo piede, soprattutto attraverso il sistema della raccolta fondi in franchising” facendo poi notare una  “evoluzione che c’è stata da queste cellule che raccolgono fondi a kamikaze fai da te, una specie di terrorismo in franchising”.

Ma solo qualche giorno fa, il 6 novembre, lo stesso ministro aveva lanciato un allarme di altro tenore, avvertendo che l’evoluzione del terrorismo islamico in Italia aveva portato a far sì che il Bel Paese non fosse più soltanto terra di reclutamento e raccolta fondi, ma di formazione di cellule qaediste dedite al terrorismo attivo. E questo a partire dall’attentato alla caserma milanese di Santa Barbara ad opera del libico Mohammed Game e dei suoi complici. Maroni infatti dichiarò che “ci possano essere cellule che si formano, si finanziano e si addestrano per fare attentati in Italia”, spiegando che “finora in Italia le cellule raccoglievano fondi e facevano reclutamento per azioni da compiere all’estero. Ma dopo Milano il quadro e’ cambiato”.

I campanelli d’allarme devono suonare. L’evoluzione del terrorismo in Italia fa sì che la guardia deve restare alta e la vigilanza pronta. E che bisogna agire con ogni mezzo per salvare vite potenzialmente in pericolo, le vite dei cittadini.