di Nirmala Carvalho
La popolazione dello Stato del Tamil Nadu accusa il governo di Colombo di carneficina ai danni della minoranza che abita nel nord dello Sri Lanka. Tra i tamil che vivono in India girano foto scioccanti di massacri di donne e bambini. Il 29 aprile manifesteranno davanti al parlamento di New Delhi per chiedere al governo di premere su Colombo per decretare il cessate il fuoco e la fine delle violenze sui civili.

Mumbai (AsiaNews) – “Nello Sri Lanka è in atto un genocidio”. Sono le parole di p. A. Santhanam, sacerdote indiano di origini tamil. Parlando con AsiaNews, il religioso gesuita afferma: “Centinaia di migliaia di innocenti tamil vengono massacrati dall’esercito e siamo profondamente angosciati dalle sofferenze inumane inflitte ai nostri fratelli e alle nostre sorelle dello Sri Lanka”.
La guerra nel nord dell’isola asiatica vista dall’India è un genocidio. Nello Stato del Tamil Nadu, abitato da una popolazione a forte maggioranza di etnia tamil, gli scontri tra l’esercito di Colombo e i ribelli del Liberation Tigers of Tamil Eelam (Ltte) sono considerati una carneficina perpetrata dai militari ai danni delle popolazioni del nord.
Tra gli abitanti del Tamil Nadu girano foto scioccanti: corpi di bambini amputati, cadaveri ammucchiati, donne sventrate e decapitate. Le cifre che si diffondono con il passa parola parlano di decine di morti ogni giorno tra i civili del nord dello Sri Lanka. “C’è grande angoscia tra i tamil di qui”, afferma p. Santhanam. “Siamo fratelli e sorelle, ci divide solo una striscia di mare dai tamil dello Sri Lanka, ma noi ci sentiamo una cosa sola con loro”.
Durante i 25 anni di guerra, nello Stato indiano hanno trovato rifugio quasi centomila profughi tamil dell’isola. Per aiutarli il Jesuit Refugee Services organizza corsi di educazione di base per i bambini e formazione e avviamento professionale per ragazzi e adulti.
P. Santhanam afferma che la comunità tamil dello Stato ha manifestato più volte presso il governo locale e quello nazionale chiedendo alle autorità indiane di far pressione su Colombo per un immediato cessate il fuoco. Mentre nello Sri Lanka è in atto uno scontro cruento tra esercito e Ltte, numerosi religiosi del Tamil Nadu hanno indetto per il 29 aprile una manifestazione di protesta davanti al parlamento di New Delhi per chiedere la fine della guerra e delle sofferenze dei civili nel nord dell’isola.
Il sacerdote gesuita ricorda che la comunità tamil dell’India da tempo chiede l’intervento internazionale per porre fine alla guerra: cortei, scioperi della fame e manifestazioni si sono svolti in diverse città anche nel mese di aprile. P. Santhanam dice però che l’ondata di iniziative a favore dei tamil dello Sri Lanka si è affievolita nel tempo perché se “qualcuno si esprime a favore del Tamil Eelam [uno stato indipendente per i tamil dello Sri Lanka, ndr.] rischia di venire schedato secondo il National Security Act (Nsa)”, che prevede la detenzione per chi è accusato di agire contro gli interessi e la sicurezza dell’India, o danneggiare le relazioni tra New Delhi e Paesi stranieri.