Sono trascorsi dieci anni da mercoledì 7 giugno 2000, quando Chiavenna – e con essa l’Italia intera, ebbero un risveglio da incubo. La notte precedente, quella del 6 giugno, suor Maria Laura Mainetti, religiosa delle Figlie della Croce di Sant’Andrea e superiora della Comunità dell’Istituto Immacolata, era stata uccisa in via una stradina all’imbocco del Parco delle Marmitte dei Giganti. Teresina (Maria Laura) Mainetti, nacque a Colico (Lc) il 20 agosto 1939. Era suora dal 25 agosto 1964 e per tutta la vita si era dedicata all’insegnamento.

Le indagini portarono all’arresto di tre giovani, tutte minorenni: Ambra, Milena, Veronica che confessarono di averla uccisa in una sorta di rito satanico. La scelta ricadde sulla suora per la figura esile e il carattere mite. L’inganno utilizzato per attirarla fuori dal convento (una di loro disse di aspettare un bambino frutto di una violenza). Le coltellate inferte seguendo un rito feroce e macabro (decisero di colpirla sei volte ciascuna). Alla fine le ferite mortali furono diciannove. Gli inquirenti chiamarono l’inchiesta “Raggio di luce” «per il messaggio di speranza che ci arriva da suor Laura», ebbe a spiegare l’allora procuratore di Sondrio Gianfranco Avella. Mentre le giovani la colpivano, infatti, suor Laura, in ginocchio, pregava, assicurando loro il suo perdono e implorando la Misericordia divina per le sue tre assassine.

Nel luogo del martirio è stata posta una Croce in granito dove campeggia il motto evangelico «Se il chicco di grano muore, porta molto frutto». Da dieci anni è meta di pellegrinaggi: «La gente ha capito la generosità estrema di suor Mainetti, e lì si ritrova per pregare e per pregarla», osserva l’arciprete di Chiavenna Ambrogio Balatti. Per suor Maria Laura è in corso il processo di beatificazione. «La sua – ricordava Alessandro Maggiolini, vescovo della diocesi di Como all’epoca dei fatti – è stata un’esistenza fatta di carità, umiltà, preghiera. Non ha cercato il martirio. Ma quando ha compreso quanto si stava compiendo, lo ha accettato».

Attualissimo il messaggio che giunge dal sacrificio della religiosa:  «Suor Maria Laura – chiosa monsignor Balatti – ha dimostrato con la vita che il bene è più forte del male». «Suor Laura – afferma il vescovo di Como monsignor Diego Coletti – è un dono grande per la diocesi e per il mondo. La sua morte si colloca nel quadro di una vita tutta spesa per l’educazione dei giovani».
«Conoscevo suor Laura fin dai tempi del noviziato – ricorda suor Beatrice Mariani, curatrice del libro che raccoglie un’antologia degli scritti della Mainetti -. Tre i valori che l’hanno sempre ispirata: la coscienza dell’onnipresenza di Dio; la volontà di essere felice anche nelle difficoltà; l’impegno ad amare ogni uomo in quanto tale».

In memoria di suor Mainetti sono nate associazioni educative, centri di aiuto alla vita, attività di solidarietà e accoglienza. Oggi pomeriggio – giorno anniversario dell’assassinio – alle ore 16.30, nella Collegiata di San Lorenzo, Chiavenna e la Chiesa di Como ricordano suor Maria Laura nella Santa Messa presieduta dall’arvivescovo Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi del Vaticano. Al termine sarà inaugurato il centro di prima accoglienza della Caritas intitolato a suor Mainetti.

Enrica Lattanzi da Avvenire