di Antonio Gaspari

ROMA, martedì, 25 maggio 2010 (ZENIT.org).- L’inverno demografico e l’emergenza lavoro, soprattutto per le giovani generazioni, sono i due più gravi problemi che affliggono l’Italia.

Questo il parere espresso dal Cardinale Angelo Bagnsco, nel corso della prolusione svolta lunedì e che ha aperto i lavori in Vaticano della 61a Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).

Secondo il Presidente della CEI, “la famiglia fondata su quel bene inalterabile che è il matrimonio tra un uomo e una donna, va difeso e continuamente preservato quale crogiuolo di energia morale, determinante nel dare prospettive di vita al nostro presente”.

Il porporato ha poi messo in guardia l’Italia dal lento suicidio demografico a cui sta andando incontro.

Oltre il cinquanta per cento delle famiglie oggi infatti è senza figli, e tra quelle che ne hanno quasi la metà ne contemplano uno solo, il resto due, e solamente il 5,1 delle famiglie ha tre o più di tre figli.

“Per questo motivo – ha sottolineato l’Arcivescovo di Genova – urge una politica che sia orientata ai figli, che voglia da subito farsi carico di un equilibrato ricambio generazionale”.

Per uscire dalla crisi il Cardinale Bagnasco ha indicato il “quoziente familiare’ quale “innovazione che può liberare l’avvenire della nostra società”.

Da parte loro i Vescovi hanno assunto l’impegno affinché “nella pastorale familiare, e in quella volta alla preparazione al matrimonio, si operi per radicare ancor più la coscienza dei figli come doni che moltiplicano il credito verso la vita e il suo domani”.

Il Presidente della CEI ha quindi individuato l’altro perno essenziale per la rinascita del Paese nel lavoro, che è “la risorsa, anzi la quota parte minima di capitale fornita dalla società a ciascun cittadino, in particolare ai giovani alla ricerca del primo impiego, perché possano inserirsi e, trovando senso in ciò che fanno, sentirsi utili quali attori di crescita e di sviluppo”.

La crescente crisi occupazionale, ha sottolineato il porporato, è “una preoccupazione che angoscia e per la quale chiediamo un supplemento di sforzo e di cura all’intera classe dirigente del Paese: politici, imprenditori, banchieri e sindacalisti”.

L’Arcivescovo di Genova ha quindi invitato il Governo e le forze sociali a potenziare le piccole e medie industrie, metterle in rete anche sul piano decisionale, qualificare il settore della ricerca e quello turistico, potenziare l’agricoltura e l’artigianato, sveltire la distribuzione, facilitare il mondo cooperativistico.

“Bisogna cioè – ha sottolineato – rinforzare i soggetti che meglio esprimono le qualità del territorio e più possono assorbire e rimotivare leve del lavoro”.

In conclusione al passaggio sui temi sociali il Presidente della CEI ha espresso “grande vicinanza e considerazione” alle Forze dell’ordine e alle Autorità inquirenti “per la formidabile azione di contrasto che stanno svolgendo contro le cosche malavitose e la loro pervasiva ramificazione su tutto il territorio nazionale e oltre”.

Il Cardinale Bagnasco ha espresso anche “viva partecipazione al lutto per la morte di due militari caduti in un proditorio attentato mentre svolgevano il loro servizio per la sicurezza e la pace della popolazione afgana. A loro, come alle loro famiglie e ai loro compagni di missione, assicuriamo il nostro affetto e la nostra preghiera”.