A partire dall’11 giugno, in prima serata

ROMA, lunedì, 7 giugno 2010 (ZENIT.org).- Avranno un carattere religioso le prime cinque puntate de “Gli Archivi della Storia”, una serie di documentari che verranno trasmessi il venerdì alle 21.10 su Raitre dall’11 giugno al 27 agosto per riproporre alcune tra le puntate de “La Grande Storia” che hanno maggiormente destato l’interesse del pubblico televisivo.

Il programma, a cura di Luigi Bizzarri, conta sulla collaborazione di Nietta La Scala e Mauro Longoni, con Maria Iva Casanova come produttore esecutivo.

“Ogni documentario, aggiornato e rinnovato nella veste grafica e editoriale, sarà corredato da una breve presentazione affidata di volta in volta a personalità particolarmente significative del mondo religioso e culturale italiano”, afferma un comunicato in cui si spiega l’iniziativa.

La prima puntata, che andrà in onda questo venerdì, 11 giugno, sarà dedicata a “Padre Pio. La storia di un santo” ed è opera di Nicola Vicenti con la consulenza storica di Alberto Melloni, mentre l’introduzione è affidata a monsignor Vincenzo Paglia, Vescovo di Narni, Terni e Amelia.

Il santo, il cui nome era Francesco Forgione, nacque nel 1887 a Pietrelcina e morì nel 1968 a San Giovanni Rotondo. La sua vicenda terrena ha attraversato ben sette pontificati, da Leone XIII a Paolo VI, e il suo rapporto con la Chiesa di Roma rappresenta “uno dei capitoli più avvincenti e insieme martoriati di questa storia”.

“Si raccontano senza veli le incomprensioni, i sospetti, le accuse, le calunnie, le mortificazioni, le proibizioni che tormentarono la sua vita” e “quei fenomeni soprannaturali di cui tutti parlano: le stimmate che Padre Pio ha portato dal 1918 fino alla sua morte, i numerosi episodi di bilocazione, la lotta costante con il maligno, i presagi e le profezie”, “ma si cerca soprattutto di capire quali energie, emozioni, speranze nascoste padre Pio riusciva a smuovere nel cuore degli uomini, come risvegliava in ognuno la dignità della vita, il desiderio di guarigione, la volontà di liberazione”.

Il secondo appuntamento, previsto per venerdì 18 giugno, è “Lourdes, la storia”, di Nietta la Scala, con la consulenza storica di Alberto Melloni ed Emma Fattorini e l’introduzione di Enzo Bianchi, priore del Monastero di Bose.

Il documentario ha tre parti: la prima è dedicata alla storia di Bernadette Soubirous, la seconda affronta la storia dei pellegrinaggi, l’ultima parla di guarigioni inspiegabili e miracoli.

Dall’anno delle apparizioni, il 1858, Lourdes registra cifre record: “300 milioni di pellegrini, 20 milioni di malati, 7200 sono state le guarigioni dichiarate inspiegabili dal Comitato Medico Internazionale, 67 i miracoli riconosciuti dalla Chiesa”.

Il programma riporta varie testimonianze: da quella di monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, a quelle di alcuni protagonisti le cui guarigioni sono state riconosciute miracolose dalla Chiesa. Tra queste, l’inedita testimonianza di Marie Bigot, rilasciata a Lourdes nel 2005. A 31 anni Marie era cieca, sorda e paraplegica; nell’ottobre del 1953 si recò a Lourdes, e nell’arco di un anno guarì da tutte e tre le sue infermità, in tre momenti diversi.

“Madre Teresa, la piccola di Dio”, di Nicola Vicenti, con la consulenza storica di Lucetta Scaraffia
e l’introduzione di padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, sarà il tema del terzo episodio, in onda venerdì 25 giugno.

Madre Teresa, al secolo Agnes Bojaxhiu, nacque nel 1910 a Skopje. A 18 anni entrò nell’Istituto di Loreto, un ordine religioso che si occupava di educazione e assistenza nel Bengala, e per vent’anni insegnò Storia e Geografia alle ragazze della borghesia indiana. Durante un viaggio verso Darjeeling, ai piedi dell’Himalaya, sentì una seconda chiamata, e da quel momento scese per le strade di Calcutta abbracciando la povertà come stile di vita.

Premio Nobel per la pace nel 1979, venne definita nel 1985 dal Segretario Generale dell’ONU Pérez de Cuellar “la donna più potente del mondo”.

“Per grazia ricevuta”, di Nietta La Scala, con la consulenza storica di Emma Fattorini e l’introduzione di Enzo Bianchi, priore di Bose, andrà in onda venerdì 2 luglio e racconterà modi, gesti e riti “in cui si esprime una devozione di popolo alla continua ricerca di un dialogo diretto con Dio”.

Seguirà, il 9 luglio, “La croce e la svastica”, di Nietta La Scala, con la consulenza storica di Giovanni Sale e l’introduzione di padre Federico Lombardi, in cui si racconterà “la storia di quei tedeschi che negli anni bui del nazionalsocialismo osarono alzare la testa e sfidare il potere del Führer”.

“Pochi uomini che poco o nulla hanno potuto contro l’iniqua neopagana religione di morte e sterminio del Terzo Reich”, ma che “ci sono stati, hanno agito, hanno testimoniato e lottato, in nome di Dio e della dignità umana, Tra loro alcuni uomini di fede, cattolici e protestanti, protagonisti di ferme e coraggiose proteste. Il loro motto era ‘Et si omnes ego non‘, seppur tutti io no!”.