di Joshua Lapide
Sale il bilancio dell’attacco: 19 morti. Chiuse strade verso la West Bank e i passaggi di Gaza. Proibita la Spianata delle moschee. Raed Salah, leader palestinese del nord Israele è ferito in modo grave. Scioperi degli arabi israeliani e a Gaza. Abbas dichiara tre giorni di lutto e definisce “un massacro” l’operazione israeliana. Per Israele le navi con gli aiuti erano “una provocazione” con legami terroristi. Manifestazioni anti-israeliane ad Istanbul. Ankara ritira il suo l’ambasciatore da Tel Aviv.

Gerusalemme (AsiaNews) – La polizia e le forze di sicurezza israeliane hanno innalzato lo stato di allerta in tutto il Paese dopo l’attacco al gruppo di navi al largo di Gaza, conclusosi con almeno 19 morti e decine di feriti (v. Israele attacca una nave con aiuti per Gaza. Almeno 10 morti). Un poliziotto israeliano ha dichiarato ad AsiaNews che “Siamo vicini alla guerra o a una nuova Intifada”.
Qua e là in Israele, in particolare a Nazareth, vi sono manifestazioni contro l’attacco alle navi che portavano aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, forzando il blocco imposto da Israele sulla Striscia. Le organizzazioni arabe hanno dichiarato uno sciopero generale. Le forze di sicurezza hanno deciso di chiudere i passaggi di Gaza, alcune strade che comunicano con la West Bank e la Spianata delle moschee.
Le navi sequestrate (in tutto sei) sono state condotte nel porto di Ashdod. Vi sono timori sulla sorte di uno dei leader palestinesi del nord Israele, Raed Salah, che si trovava sulle navi attaccate. All’inizio è girata la notizia che egli era stato ucciso nei raid. Ora anche fonti palestinesi affermano che egli è ferito in modo grave.
Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità palestinese ha proclamato tre giorni di lutto in tutta la West Bank e ha definito “un massacro” l’operazione israeliana.
La battaglia di Israele è anche sul fronte dei media. Parlamentari e ministri continuano ad affermare che gli attivisti non erano per nulla “pacifici”, ma aspettavano l’arrivo dei soldati portando armi (lunghi coltelli, mazze, altri strumenti di offesa). Almeno 6 soldati sono stati feriti, dei quali uno in modo grave.
Per Israele l’affare delle navi e degli aiuti umanitari è “una provocazione”. Il vice ministro degli esteri, Daniel Ayalon ha detto che prima di attaccare, il commando militare israeliano ha intimato diverse volte alle navi di fermarsi e di accettare di portare gli aiuti via terra e sotto controllo israeliano. Egli ha pure  affermato che gli attivisti sulla nave hanno rapporto con Hamas e altre organizzazioni terroriste.
Secondo alcuni analisti israeliani, l’incidente della flottiglia di Gaza rischia di esacerbare ancora di più il rapporto fra Palestinesi e israeliani, ormai sull’orlo di una nuova, terza Intifada. Un poliziotto israeliano, parlando con AsiaNews, ha affermato anche lui il rischio di una terza Intifada, ma ha aggiunto pure: “Siamo vicini a una guerra. C’è il timore che si infiammi ancora il fronte con gli Hezbollah in Libano e che manifestazioni contro Israele si diffondano nel mondo”.
Per ora si registrano manifestazioni in Turchia, in particolare a Istanbul. Il ministero degli esteri ha chiesto a tutti gli israeliani in partenza per la Turchia di  cancellare la loro partenza e ha dichiarato di ritenere responsabile il governo di Ankara per tutto ciò che potrà succedere agli israeliani in suolo turco.
Quest’oggi Ankara ha richiamato il suo ambasciatore da Tel Aviv.