Si è conclusa la mobilitazione di due settimane promossa dalla conferenza episcopale del Paese che chiedono “La terra della libertà deve garantire quella più preziosa”

Alessandro Speciale da Vatican Insider

Si conclude oggi, con una messa celebrata dall’arcivescovo di Washington, cardinale Donald Wuerl, nella Basilica Nazionale della capitale Usa, laFortnight of Freedom lanciata dai vescovi americani: due settimane per rinnovare l’attenzione dei fedeli cattolici, ma anche di tutti gli altri cittadini, sulla libertà religiosa, in una fase in cui questa è minacciata, secondo i presuli, da alcune misure contenute nella riforma sanitaria varata dal presidente Barack Obama.

Non è un caso che le due settimane di iniziative, manifestazioni, dibattiti e preghiere culminino proprio il 4 luglio, il giorno in cui Oltreoceano si celebra l’Independence Day. Nella storia e nella tradizione degli Stati Uniti, infatti, la libertà religiosa è infatti considerata la “prima libertà” americana, protetta dal primo dei dieci emendamenti della Costituzione Usa approvati nel 1791 sotto il nome collettivo di Bill of Rights, Carta dei Diritti.

Intervistato dalla Radio Vaticana, l’arcivescovo di Chicago, cardinale Francis E. George, ha ribadito che se “gli Stati Uniti si vantano di essere la terra della libertà”, oggi “la libertà religiosa, che è la prima libertà, è seriamente a rischio se non si cambierà la riforma sanitaria”. I vescovi sono d’accordo con l’obiettivo della Casa Bianca di garantire “l’accesso universale ai servizi sanitari” ma questo non deve accadere a danno della libertà religiosa, sacrificando “la libertà di grandi istituzioni di agire nel campo dell’assistenza sanitaria, dell’educazione, dei servizi sociali, come anche delle istituzioni caritatevoli cattoliche”.

In occasione della giornata conclusiva della Fortnight of Freedom, la Conferenza episcopale statunitense ha invitato tutte le parrocchie del Paese a far suonare le campane per sottolineare che la libertà religiosa è il valore più caro al popolo americano.

In queste settimane, l’iniziativa dei vescovi ha trovato un sostegno di numerosi leader di altre fedi, tra cui l’Associazione nazionale degli Evangelici e la Società islamica di Washington. In una lettera aperta, molti leader religiosi Usa ribadiscono che “nessun governo dovrebbe dire alle organizzazioni religiose in cosa credere”.

 Tra gli eventi organizzati nelle diocesi Usa, una parata in moto consacrata al rosario a Colorado Springs e una raccolta di iscrizioni alle liste elettorali all’uscita dalla messa nelle parrocchie di Atlanta, in Georgia, da cineforum con pellicole a tema nelle parrocchie in Nebraska fino a una grande messa all’aria aperta a Savannah, sempre in Georgia.