di Giuliano Guzzo

Lo aveva detto, quel volpone di Murphy: se esiste anche una sola possibilità che un certo numero di cose vada male, ad andare male è sicuramente quella destinata a provocare il danno peggiore.

In Spagna, dove dal 2004 a regnare è il mariuolo Zapatero e le cose che vanno male cominciano ad esser troppe, sono alle prese con una strage senza fine: negli ultimi 10 anni gli aborti procurati sono cresciuti del 126%, e oggi ce n’è uno ogni 4,7 minuti. E siccome nessuno se la sente di raccomandare una vita sessuale più ordinata – sarebbe contro la giostra esistenziale del socialismo, non scherziamo – i governanti ispanici corrono, dicono loro, ai ripari: entro fine mese, in tutte le farmacie iberiche, la pillola del giorno dopo sarà disponibile a chiunque, minorenni inclusi, la richiedesse. E bando alla ricetta, ovviamente. Poco importa che indagini britanniche e francesi sconfessino in toto la bubbola della correlazione tra diffusione di pillola del giorno dopo e diminuzione degli aborti, il ministro della Sanità Trinidad Jimenez non vuole sentir ragioni. E’ strasicuro, come gli stupidi planetari di cui rideva Russell.

Invece noi, che di certe certezze, tanto più se socialiste, abbiamo imparato a diffidare, abbiamo l’obbligo di interrogarci su una menzogna oramai luogo comune, vale a dire quella di considerare la pillola del giorno dopo un semplice farmaco. Badate che si tratta di una bugia coi fiocchi, che oggi trova cantori di prim’ordine, Umberto Veronesi in primis. E che ha convinto pure quei cervelloni del British Medical Journal, bibbia settimanale per chi fa medicina, che, in un’edizione dello scorso dicembre, pur di suffragare la tesi farmaceutica della pillola del giorno dopo, sono arrivati a definire la gravidanza – udite udite – “malattia dello stile di vita”. E’ questa, ahinoi, l’illuminata sapienza a cui approdano le menti inglesi di cui solo ieri commentavamo le prodezze. Ma gli spagnoli, a questo primato britannico, proprio non ci stanno. E competono anche loro, coltello fra i denti, per lo scettro della stupidità. Il tutto, si capisce, sulla pelle di mamme e bambini.