Gli autori della proposta di riprovazione accusati di “inquisizione laica”

di Nieves San Martín

MADRID, martedì, 5 maggio 2009 (ZENIT.org).- Molte voci si sono levate in Spagna contro la proposta di riprovazione nei confronti del Papa alla Camera dei Deputati. Tra queste, ci sono quelle dei Cardinali Rouco, Cañizares, Amigo e Sistach.

L’Arcivescovo di Madrid e presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, Antonio María Rouco Varela, ha dichiarato il 2 maggio ai microfoni della catena COPE che è “incomprensibile” l’ammissione all’iter di una riprovazione nei confronti del Papa nella Camera dei Deputati dopo le affermazioni del Santo Padre contro i preservativi durante il suo viaggio in Africa. Il Cardinale Rouco ha aggiunto di essere addolorato da queste affermazioni che“hanno fatto soffrire molto noi cattolici spagnoli”.

L’Arcivescovo di Siviglia, il Cardinale Amigo, ha affermato in un articolo sul tema pubblicato su “Religión Digital” che “questa nuova inquisizione è fondamentalmente laica, agnostica”.

La nuova inquisizione, spiega il porporato, “è formata da tutti i fondamentalisti impegnati a cercare, con ragione o meno, il punto debole della Chiesa e ad accusare, denunciare, torturare psicologicamente e, se capita, ridurre gli interessati alle ceneri dell’infamia. Di quando in quando, si apre l’armadio e appaiono i fantasmi del più rancido anticlericalismo”.

Dal canto suo, il Cardinale Arcivescovo di Barcellona, Luis Martínez Sistach, ha criticato la proposta della Camera, secondo quanto reso noto questa domenica dall’Arcivescovado di Barcellona in un comunicato.

Il testo spiega che “il Cardinale Lluís Martínez Sistach ha deplorato stamane la decisione della Camera dei Deputati spagnola di ammettere all’iter una riprovazione contro Papa Benedetto XVI per le sue parole sull’uso del preservativo nella lotta all’Aids durante il suo recente viaggio nel continente africano”.

“Il Cardinale di Barcellona si è riferito alla questione nell’omelia che ha pronunciato questa mattina nella chiesa dell’Ospedale della Santa Croce e San Paolo, che è uno dei templi proposti dalla Diocesi come luogo di pellegrinaggio spirituale per commemorare l’Anno di San Paolo, nel cosiddetto ‘ospedale dei poveri’”, aggiunge il comunicato.

In questo contesto, “si è riferito alla preoccupazione del Santo Padre e di tutta la Chiesa per i poveri in tutto il mondo, e in particolare nel continente africano”.

Riferendosi all’ammissione all’iter della proposta di riprovazione, il Cardinale Martínez Sistach ha dichiarato: “Desidero esprimere la mia sofferenza e voglio anche deplorare il fatto che la Camera dei Deputati in Spagna abbia ammesso una proposta di riprovazione del Santo Padre Benedetto XVI”.

Il Cardinale lamenta anche “che le affermazioni del Santo Padre siano state estrapolate dal contesto fino a presentare la posizione di Benedetto XVI come contraria alla difesa della vita e alla promozione della salute”.

Il porporato esprime quindi “la sua profonda adesione e comunione al Santo Padre, e chiede a tutto il popolo cristiano che lo accompagni nell’esercizio del suo ministero di successore di Pietro al servizio di tutta la Chiesa con il suo affetto e le sue preghiere”.

Dal Policlinico Gemelli di Roma, dov’è ricoverato a causa di una tromboflebite a una gamba, il Cardinale Antonio Cañizares, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e Amministratore Apostolico di Toledo, ha indirizzato uno scritto ai sacerdoti e ai fedeli dell’Arcidiocesi toledana chiedendo che “tutte le Messe che si celebrano il sabato e la domenica siano offerte in riparazione per il nostro padre e pastore che ci presiede nella carità, il buon Papa Benedetto XVI”.

Il Cardinale Cañizares lamenta e rifiuta l’accusa al Papa “perché presuppone un attacco e un’ignominia nei confronti di un uomo di Dio, un uomo buono e giusto, massimo difensore dell’uomo, della sua dignità e dei suoi diritti fondamentali, promotore come pochi della cultura della pace e della civiltà dell’amore a favore di tutti gli uomini senza alcuna discriminazione”.

[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]