“In materia di istruzione la Chiesa consente allo Stato di risparmiare più di 4.000 milioni di euro” ha osservato il prof. Diego Zalbidea, docente alla Facoltà di Diritto Canonico presso l’Università di Navarra, durante il 26° Corso di aggiornamento in Diritto Canonico. Zalbidea – riferisce l’agenzia Fides – ha inoltre sottolineato che in Spagna la Chiesa “è sostenuta dai suoi fedeli e da altri cittadini che apprezzano il suo contributo alla società” e, secondo la Conferenza episcopale spagnola, “ogni euro nella Chiesa vale 2,73 volte quello del mercato”. La Chiesa non vuole certo un risarcimento per la sua attività, – ha detto il prof. Zalbidea – ma almeno il sostegno per l’attuazione della sua attività che è a beneficio dell’intera società”. L’esperto ha rilevato che il sistema istituito nel 2007 per finanziare il lavoro della Chiesa “ha fatto capire ai fedeli la necessità del loro contributo” e “questa nuova situazione è stata affrontata con maturità e generosità da cattolici e da molti cittadini che hanno valutato il contributo della Chiesa all’intera società”. Ha tuttavia precisato che “il contributo fiscale rappresenta solo il 25% delle entrate delle diocesi e inoltre questa percentuale varia in base a ciascuna di esse. Nel bilancio della diocesi di Pamplona e Tudela, per esempio, il contributo fiscale è inferiore al 16%”. Infine il prof. Diego Zalbidea ha informato che negli ultimi due anni la Caritas ha raddoppiato il numero di persone assistite ed i suoi sostenitori sono aumentati proporzionalmente. Quindi ha citato come esempio la popolazione della Navarra, che ha aumentato il suo aiuto alla Chiesa nel 2009 con quasi 3 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente. “Il Papa ha detto pochi giorni fa a Barcellona che i cristiani devono dimostrare con atti concreti che la carità è una caratteristica della nostra condizione di cristiani” ha ricordato infine Zalbidea. (R.P.)

da RadioVaticana