Proposta dei socialisti di Zapatero per estendere anche alle coppie di lesbiche i servizi della legge: dalla norma deve sparire «marito» e «moglie»
di Michela Coricelli
Tratto da Avvenire del 22 agosto 2010

Si può sem­pre fa­re di più. Le riforme ap­provate fi­nora dal go­verno di Za­patero  non bastano: serve un nuovo ritocco alla Legge sul­la riproduzione assistita per permet­tere esplicitamente alle coppie lesbi­che sposate di ricorrere alla donazio­ne di ovuli fra partner. A chiederlo non sono le organizzazioni per i di­ritti dei gay, ma lo stesso Partito so­cialista del premier José Luis Rodri­guez Zapatero. Il Psoe ha presentato una proposta (non di legge) per aprire un dibattito nell’am­bito della Commis­sione Uguaglianza e promuovere l’enne­sima riforma della normativa, in vigore dal 2006.

Il matrimonio fra persone dello stesso sesso era già stato varato dal Parlamen­to spagnolo (nel 2005), ma nella Leg­ge sulla riproduzione assistita ci si è “dimenticati” di cambiare alcuni ter­mini. La norma stabilisce che le «do­nazioni» devono essere del tutto a­nonime, a meno che non si tratti di «marito e moglie».

Nel testo – sottolineano ora i sociali­sti – si parla ancora di «marito», «uomo non sposato» e «pa­ternità», mentre bi­sognerebbe utilizza­re «coniuge», «perso­na non sposata» e «fi­liazione».

Alcune coppie lesbi­che – continua il Psoe in un comuni­cato – desiderano che l’ovulo feconda­to di una delle due donne venga im­piantato alla partner, pur «rispettan­do l’anonimato del donante di gameti maschili, esterno alla coppia»: se­condo la legge, «all’interno della cop­pia non può essere considerata do­nazione, bensì cessione, e non è proi­bita». I termini del testo, però, danno adito ad «interpretazioni restrittive» e «situazioni di discriminazione», de­nunciano i socialisti. Le cliniche spa­gnole di riproduzione assistita – sot­tolinea il quotidiano La Razon – non permettono che due donne omoses­suali si cedano ovuli per ricorrere a trattamenti di fecondazione.

La Legge sulle tecniche di riprodu­zione umana assistita – approvata 4 anni fa – aveva provocato un’accesa polemica, introducendo nella legi­slazione spagnola la diagnosi geneti­ca pre-impianto, che permette la se­lezione di un embrione sano per evi­tare eventuali malattie ereditarie (scartando gli altri embrioni) o per generare un fratello (donante com­patibile), che possa «curare» un bam­bino malato.