Il Forum della Famiglia chiede di rivedere l’educazione sessuale impartita a scuola

MADRID, venerdì, 24 luglio 2009 (ZENIT.org).- Di fronte all’allarme per gli ultimi casi di violenza sessuale tra i minori, il Forum Spagnolo della Famiglia (FEF) ha chiesto alla società una “riflessione seria sul tipo di educazione affettivo-sessuale che si dà ai giovani spagnoli”, soprattutto a scuola e sui mezzi d’informazione.

Nelle ultime settimane sono stati registrati due casi di violenza sessuale che hanno colpito l’opinione pubblica: il 16 luglio una bambina è stata violentata in una piscina pubblica da cinque minorenni a Baena (Granada); tre giorni dopo, un’altra è stata stuprata da sette minorenni a Isla Cristina (Huelva).

Dopo questi casi, da più parti si è chiesta una revisione della Legge del Minore per punire questo tipo di delitti.

Per il Forum, atti di questo tipo sono una conseguenza del modello di condotta sessuale che si sta imponendo nelle scuole, ed è prevedibile che la situazione peggiori, perché la nuova legge sull’aborto “introduce con carattere obbligatorio nel sistema scolastico i principi antropolologici della cosiddetta ‘salute sessuale e riproduttiva’, che aggraverà ulteriormente queste condotte sessualmente irresponsabili”.

Benigno Blanco, presidente del FEF, afferma a questo proposito che il “brodo di coltura che rende possibili le condotte patologiche che poi sembrano scandalizzare tutti” si ritrova nell’educazione affettivo-sessuale che si dà oggi nelle scuole.

“La permanente presentazione della sessualità come una sfera autonoma ed estranea alla responsabilità come se fosse un fine in sé, la canalizzazione collettiva delle relazioni sessuali, la trivializzazione delle conseguenze delle stesse attraverso la facilitazione dell’aborto, dei preservativi e della pillola del giorno dopo, insieme a tutto un modello di condotta che attraverso i media stampati e audiovisivi si pone ossessivamente a disposizione dei nostri giovani promuovendo l’irresponsabilità sessuale, hanno molto a che vedere” con ciò che è accaduto, ha aggiunto.

Per Blanco, la chiave è nel fatto che “una parte degli adolescenti coinvolti nella violenza di Córdoba ha mostrato alle autorità durante l’interrogatorio di non capire perché la sua condotta veniva censurata”.

“Quale modello di condotta sessuale si sarà trasmesso a questi giovani per non far loro capire neanche a posteriori l’intrinseca gravità delle loro azioni?”, si chiede.

“La continua esibizione di una sessualità frivola e irresponsabile e lo sfruttamento del corpo – soprattutto della donna – nella pubblicità, nella pornografia e nelle argomentazioni televisive, aiuta – insieme alla continua esposizione dei nostri adolescenti a dosi crescenti di violenza – a promuovere condotte patologiche”.

Blanco insiste sulla necessità di aprire nella società un dibattito “libero da pregiudizi ideologici” che vada al di là delle “norme penali o sanzionatrici di questo tipo di condotta”.

“L’ossessione di una parte importante dei poteri pubblici per la banalizzazione della sessualità e per il fatto di slegarla totalmente dall’impegno personale e stabile nella coppia e dalla funzione riproduttiva sta provocando enormi danni alla vita di molte persone, nella salute pubblica e, nelle sue manifestazioni estreme, perfino nel rispetto della libertà altrui come in questi casi di violenza”, ha concluso.