Lo Stato francese impone la morale laica nelle scuole, pubbliche e cattoliche paritarie.

Totalitarismo alla luce del sole. Lo Stato etico si mostra nella sua formulazione più banale.
Il potere e la Repubblica devono decidere ciò che è bene e male, per poi penetrare nelle aule e nelle coscienze degli studenti di ogni età.

Nemmeno Hitler si era mai spinto ad affermare che il Reich è la discriminante tra bene e male, per lui lo Stato era un mezzo, non un fine.

Un ministro della pubblica istruzione che interviene dicendo quello che sta dicendo Peillon da Parigi è dunque una cosa oltremodo folle e inaudita.

Secondo i socialisti francesi la scuola ora deve avere un nuovo compito, una nuova missione. Si deve insegnare ai giovani cosa è giusto e cosa non lo è, cosa va tollerato e cosa no. Ecco qualche passaggio della “battaglia” di Peillon: “Morale laica significa comprendere ciò che è giusto e saper distinguere tra bene e male. Ci sono tanto dei diritti quanto dei doveri, delle virtù e soprattutto dei valori. Si deve proporre una morale universale fondata sulle idee di umanità e di ragione. La capacità di ragionare, di criticare, di dubitare: tutto questo si deve apprendere a scuola”.

«La morale laica è quell’insieme di conoscenze e di riflessioni sui valori, sui principi e sulle regole che permettono, nella nostra Repubblica, di vivere assieme secondo il nostro comune ideale di libertà, uguaglianza e fraternità».
Peillon annuncia che sulla facciata degli edifici scolastici saranno iscritte le tre parole magiche, Liberté Egalité Fraternité, lo slogan “che tutto risolve” per i guru della République.

Perché: «se non sarà la Repubblica a dire quali sono i vizi e le virtù, il giusto e l’ingiusto, altri lo faranno al suo posto».
L’azzeramento e l’annullamento delle coscienze degli uomini insomma.
Ovvero, se non è lo Stato a determinare cosa è giusto e cosa non lo è, c’è il pericolo che altri lo facciano. Il soggetto, la Persona, La famiglia, la Chiesa, il lavoro, lo sport, la vita vera insomma (come diceva Havel). E questo per Peillon non è ammissibile, in quanto spetta ai pochi illuminati che rappresentano la volonté général fare gnosi. La questione è sempre la stessa, Peillon pensa forse di essere un pioniere del laicismo, ma la questione è vecchia quanto la sua amata Révolution. Loro sono i migliori, quindi il meglio per tutti non possono essere che loro a deciderlo.
E ancora: “Durante quest’ora obbligatoria di laicismo, ampio spazio sarà dato all’educazione sessuale, perché l’istruzione deve decostruire i pregiudizi di genere”.
Per i laicisti, infatti: “è ormai un inutile pregiudizio parlare di uomini e donne”.
Che poi si tratti di diffondere nelle scuole la teoria gender, non deve essere un problema per i genitori. Perché per Peillon & Co. o bambini devono sapere che la loro sessualità è un dato manipolabile liberamente, a piacimento. Nelle ore di morale laica si dirà loro che non sono maschi o femmine. Ma che tocca a loro stessi scegliere se essere eterosessuali, gay, lesbiche, trans, bisex. Insegnare loro che l’uomo non riceve la propria natura, ma si dà una propria natura, in base ai capricci e ai bisogni del momento.
È ovvio che ai socialisti preme realizzare un progetto del genere perché le manifestazioni dei francesi contro gli ultimi assurdi disegni di legge che puntano ad abolire la persona hanno loro dimostrato che c’è ancora chi riconosce la verità, e questi per lo Stato sono nemici. La Chiesa in primis, è il nemico numero uno del potere.
Le scuole europee rischiano di diventare l’ennesimo luogo dove invece dell’educazione dell’insegnamento, conterà solo il potere. E ai giovani quale strumento resterà per affrontare la realtà?
Ecco allora che appaiono più chiare le parole pronunciate da Benedetto XVI lo scorso dicembre: “…è dato il fondamento di ciò che oggi, sotto il lemma gender, viene presentato come nuova filosofia della sessualità. Il sesso, secondo tale filosofia, non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi. La profonda erroneità di questa teoria e della rivoluzione antropologica in essa soggiacente è evidente”.

Autore: Costa, Luca  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele

Fonte: CulturaCattolica.it