Il gruppo fondamentalista Hezb al-Islam ha vietato agli  uomini di radersi in nome dei precetti del Corano

Tratto da Avvenire del 22 giugno 2010

Mogadiscio. L’integralismo islamico continua la sua opera di conquista della Somalia. Il debole governo centrale è impotente di fronte alle due maggiori organizzazioni fondamentaliste – gli Shabaab (che si dichiarano collegati ai terroristi di al-Qaeda) e Hezb al-Islam (custodi dichiarati della legge islamica) – e i civili che non riescono ad abbandonare il Paese sono di giorno in giorno costretti a sottostare a sempre più rigide regole sociali e di comportamento, imposte in nome del Profeta ma fatte rispettare con la legge del più forte. L’ultima regola è stata imposta da Hezb al-Islam a tutti gli uomini che vivono nelle zone di Mogadiscio sotto il controllo dei suoi miliziani: non devono radersi, devono lasciarsi crescere la barba, pena non precisate ma facilmente immaginabili «conseguenze». L’annuncio di Moalim Hashi Mohamed Farah, uno dei capi del movimento, segue di pochi mesi una disposizione analoga emessa dagli Shabaab in dicembre. Hezb al-Islam e Shabaab controllano la maggior parte della Somalia, e in nome di una lettura fondamentalista dell’Islam, hanno imposto norme estremamente rigide alla vita quotidiana di donne e uomini. Per farle rispettare gli Shabaab hanno anche istituito una polizia religiosa.

Divieti e restrizioni si moltiplicano. Tra i divieti decretati già a inizio anno vi sono le suonerie musicali dei telefonini, i balli durante i matrimoni, le partite di calcio giocate dagli uomini in calzoncini corti. Nei mesi successivi è stato un crescendo di proibizioni: vietate anche le campanelle nelle scuole perché «ricordano le chiese cristiane».