Tratto da Avvenire del 27 ottobre 2009

Un gruppo di ragazzi­ni tra i 10 ed i 15 an­ni è stato condan­nato a 38 colpi di frusta cia­scuno perché giocava a pal­lone. Lo ha deciso – riferi­sce il sito ‘Mareeg’ – una corte islamica a Jowhar, 90 chilometri a nord di Moga­discio, che è sotto il con­trollo degli Shabaab, rite­nuto il braccio armato so­malo di al-Qaeda.

I miliziani sono andati in gi­ro invitando la popolazione ad assistere alla punizione, come sempre avvenuta in pubblico. Due giorni fa a Marca, a sud della capitale, sempre sotto il controllo de- gli shabaab, erano stati fu­cilati, in uno stadio gremito, due ragazzi – 20 e 21 anni – accusati di spionaggio a fa­vore del governo di transi­zione federale, internazio­nalmente riconosciuto ed appoggiato, ma molto de­bole sul territorio. I due, in galera da un paio di mesi, stando alla corte che li ha condannati a morte avreb­bero  confessato.

Nella stessa città sabato era stato deciso che gli uomini sono obbligati a portare la barba. Mentre, più in gene­rale, in alcune zone con­trollate dagli integralisti è stato intimato che le donne possono indossare solo un certo tipo di reggiseno, rite­nuto consono alla morale i­slamica. Secondo alcune te­stimonianze, alcune giova­ni che non avevano imme­diatamente rispettato l’in­timazione, sono state espo­ste a seno nudo al ludibrio pubblico.

Un mese fa, a Mogadiscio, gli shabaab hanno fucilato in pubblico due somali, pre­sunte spie della Cia. Innu­merevoli, poi, nelle zone da loro controllate, le amputa­zioni di un braccio ed un piede a persone condanna­te per furto. Il 27 ottobre del­l’anno scorso, a Chisimaio, nel Sud, una ragazzina di 13 anni è stata lapidata, in uno stadio affollato, con l’accu­sa di essere adultera.