di Salvatore Canto da Mi-Cha-El

In alcune recenti ricerche si è scoperto che è possibile in particolari condizioni ricevere informazioni non solo dal futuro, quindi da eventi distanti nel tempo (come ho descritto nella prima parte), ma vedere, come se fossero vicini,  luoghi e oggetti inaccessibili alla vista ordinaria, anche se lontani  migliaia chilometri: questo fenomeno si chiama visione remota (1).
E sono state provate anche le due cose combinate, nel senso che si son potuti percepire fenomeni lontani e che accadono nel futuro. Quindi per esprimerci in un linguaggio più fisico, in certi casi si è potuto osservare eventi distanti da noi nello spazio-tempo come se questi  fossero vicinissimi e contemporanei; percò contigui a noi, con una lontananza spazio-temporale da noi praticamente nulla. Cioè il lontano-e-poi che  diventa ilqui-e-ora!
Sembrerà strano ma questa situazione ‘paradossale’ viene  ormai accettata come reale e normale dalla Fisica quantistica ed è chiamata non località(2).

Non località nelle Fisica Quantistica 

La non località è ormai di casa nella Fisica quantistica perché attestata da numerose esperienze.
Fra l’altro proprio perché la Fisica quantistica prevedeva questo fenomeno (3),  Einstein pensava che fosse sbagliata, perché la non località sembra contraddire un principio basilare della Relatività, quello  che dice che i segnali non possono propagarsi con velocità superiore a quella della luce. Eppure, ripeto, è stato ormai dimostrato  che la non località esiste e  fa parte della realtà.
E addirittura c’è chi afferma, come H. Stapp in ‘The Nonlocal Universe’, che  ‘L’Universo a livello di base potrebbe essere una vasta rete di particelle che rimangono in contatto tra loro ad ogni distanza e fuori dal tempo’ (4).

Logica ternaria

In effetti nel nostro spazio-tempo relativistico ordinario a 4 dimensioni (tre dimensioni spaziali e una temporale) e in cui usiamo una logica duale, cioè quella Aristotelica – detta del ‘tertium non datur’, ovvero quella che una affermazione può essere solo o vera o falsa, e che quindi esclude casi intermedi di verità – ammettere che possano esistere questi fenomeni porta a seri paradossi.
Però già la Meccanica Quantistica sembra basata su una logica ternaria e quindi non duale, nel senso che per essa una realtà può essere: o vera, o falsa, o vera e falsa contemporaneamente (ne è un esempio il famoso paradosso del gatto di Scrodinger in cui il gatto può essere o vivo o morto oppure vivo e morto contemporaneamente) (5).

Non voglio sviluppare ulteriormente il discorso quantistico microscopico, lo farò in un futuro post, adesso invece  mi preme discutere la realtà dal punto di vista macroscopico, quindi cercherò di fare una presentazione della probabile struttura in grande scala dell’Universo.

Struttura dell’Universo a 8 dimensioni

Per poter inserire come una cosa naturale questa non località nell’Universo e nello stesso tempo evitare i paradossi e salvare il libero arbitrio  sono state proposte  modelli di esso  in cui si è cercato di aumentare il numero di dimensioni della spazio-tempo. Uno di questi è quello 8-dimensionale con una logica a 4 possibilità (ricordo che noi abbiamo normalmente l’esperienza di uno spazio-tempo 4-dimensionale, 3 dimensioni spaziali e 1 temporale, con una logica a 2 valori). Questo spazio-tempo octa-dimensionale si chiama Spazio-Tempo Complesso di Minkowski.
Com’è fatto?
Partendo dal nostro spazio-tempo usuale, ognuna delle tre dimensioni spaziali monodimensionali (la larghezza, la profondità e l’altezza) viene fatta diventare bidimensionale e allo stesso modo il tempo, che sarà quindi anch’esso a 2 dimensioni.
E così come un foglietto di carta, che è bidimensionale, guardato all’altezza dei nostri occhi e posizionato parallelo al terreno viene visto come una linea, e quindi monodimensionale, con l’altra dimensione ’nascosta’ alla nostra visuale , allora, nella realtà vediamo un mondo a 4 dimensioni anziché  a 4×2 = 8 dimensioni, perché ognuna di queste 4 dimensioni di natura bidimensionale ci appare monodimensionale, essendo l’altra dimensione ‘invisibile’ a causa della nostra prospettiva o del modo di ‘vedere’ la realtà (modi di vedere ‘normalmente’ la realtà, ma ‘mistici’ e ‘sensitivi’ hanno una visione ben diversa..). (6)

Cosa comporta questa geometria a 8 dimensioni? Semplicemente che punti che ci sembrano separati nello spazio possono essere connessi dalla nostra consapevolezza con percorsi che si sviluppano nella 2^ dimensione  ‘immaginaria’ temporale, che non avvertiamo normalmente, e risultare così a distanza spazio-temporale nulla: otteniamo così la visione a distanza. Inoltre eventi che ci sembrano separati nel tempo, uno nel presente e l’altro nel futuro, possono essere connessi dalla nostra consapevolezza con percorsi che si sviluppano nella 2^ dimensione ‘immaginaria’ spaziale, e risultare così a distanza spazio-temporale nulla: abbiamo così la precognizione di eventi futuri.

Quindi con questa struttura quelle cose che noi vediamo separate nello spazio e nel tempo nel mondo a 4-dimensioni possono non esserlo in quello a 8-dimensioni: ecco spiegata quindi  la ‘non località’ della meccanica quantistica e così pure la percezione di eventi  futuri o la visione di oggetti a distanza e il fatto che segnali tra oggetti legati, ma spazialmente separati, sembrano avere una velocità infinita (7).

Logica a quattro valori.

Ma accennavo al fatto che la logica in questo octa-spazio-tempo sarebbe non duale ma a quattro valori. Come sarebbe una logica a quattro valori? Presto detto: una realtà per questa logica può essere 1) Vera, 2) non Vera 3) sia Vera che non Vera 4) non Vera e non non Vera. Se non capite siete in compagnia: a me succede lo stesso, soprattutto per l’ultima che per giunta (secondo i mistici) sarebbe la caratteristica usuale dell’esistente! (8)

In pratica nel considerare i rapporti di causa-effetto nel nostro spazio-tempo a 4-dimensioni basterebbe la logica duale aristotelica, quella del Vero o Falso, ma fenomeni come la precognizione richiedono una logica a quattro valori e per giunta nello spazio-tempo octa-dimensionale.

Cosa comporta ai fini pratici questa logica? Permette di salvare il libero arbitrio, anche se dovesse succedere di avere ‘consapevolezza’ del futuro!
Come ciò possa avvenire non è facile da capire ed è spiegato nell’articolo citato (1) e per chi volesse seguirlo lo riporto semplificato in nota (9).

Questo è quanto: mi fermo qui.
(Vi sembra poco? Per non appesantire troppo il discorso ho messo ulteriori spiegazioni nelle note sotto, per cui chi fosse interessato ad approfondire l’argomento può leggerle).

Considerazioni finali

Per finire voglio fare qualche  considerazione.

Forse le dimensioni nascoste di questo 8-spazio, e che normalmente non possiamo vedere, riguardano la componente della realtà che noi chiamiamo ‘spirituale’.

Molto probabilmente questo spazio-tempo a 8 dimensioni è quello che viene ‘visto’ negli stati mistici del Cristianesimo o  nelle pratiche Zen. Però quello che fa la differenza tra i due tipi di visione è la componente ‘soprannaturale’. Infatti  la mistica Zen è  di tipo ‘ateo’ (o al più ‘panteista’)  perché in questa ‘visione’, ottenuta con la  volontà, manca il ‘rapimento’ mistico  di Dio sulla creatura. Quindi lo stato mistico Zen, pur possedendo la ‘visione’ dello spazio-tempo octa-dimensionale e della sua logica a 4 valori con relativo accesso al mondo ‘spirituale’,  non è i illuminato dalla luce divina. Allora è come se in questo stato mistico si percepisse la realtà ‘spirituale’ in grigio, senza colori e sfumature, in quanto il ‘sole’ divino non c’è, perché Dio si fa ‘vedere’ solo da chi vuole Lui. E’ come se al mistico Zen  mancasse una ulteriore dimensione: quella trascendente, che è poi quella che fa la vera differenza.
Quindi egli si ferma lì, nella sola contemplazione di questo ‘mondo spirituale’.

Invece per il mistico Cristiano, l’immersione nella realtà octa-dimensionale, viene ‘causata’ e voluta da Dio e allora, essendo illuminata dalla luce divina, essa appare in tutta la sua meravigliosa realtà,  con i suoi colori e  le sue molteplici sfumature. E se il mistico viene rapito nella ulteriore dimensione verticale, quella trascendente, con meta il cuore della divinità,  allora entra  in uno stato sublime indescrivibile con linguaggio umano: quello di  estasi.
Ed è questo stato di estasi che fa la vera differenza tra i due tipi di contemplazione (10).

Per concludere:   una visuale nell’octa-spazio-tempo dà una consapevolezza che permette di esercitare in maniera più responsabile il libero arbitrio e fa capire  che la separazione tra  noi esseri umani e tra noi e il resto dell’Universo è come apparente. Ciò fa scaturire naturalmente  la compassione verso tutte le creature, compassione che alimentata dall’Amore divino diventa Carità.  E questo è quindi forse quella che chiamiamo ‘crescita spirituale’.

Io sono convinto che, senza essere necessariamente dei mistici, Dio ci dà la possibilità di accedere alle volte e gradualmente a questo octa-spazio-tempo con l’assunzione di  una più grande consapevolezza. Ma questo forse può avvenire  solo se lo vogliamo, se instauriamo con Dio un dialogo mediante la preghiera costante, se accettiamo la Sua  volontà e se proseguiamo nel nostro cammino con il desiderio di  crescere  nella Fede, nella Speranza e nella Carità.

(fine)
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Note e crediti

(1) si veda infatti questo articolo in rete e la bibliografia in esso elencata
si può leggere anche l’introduzione dell’articolo di Mario Bruschi del Dipartimento di Fisica della Sapienza.

(2) La ‘non località’ si deduce ad esempio dal fatto che le particelle che nascono con un certo legame  lo mantengono anche se la distanza tra esse cresce considerevolmente e una misura effettuata su una di esse influenza ‘istantaneamente’ ‘lo stato’ fisico dell’altra. Ciò significa che esiste una specie di ‘informazione’ che si propaga con velocità infinita: quindi è come se le particelle pur essendo distanti tra loro avessero nella realtà una distanza ‘virtuale’ nulla. Legate per sempre, nello spazio e nel tempo.

(3) C’è una impostazione della Meccanica Quantistica che mette in gioco l’esistenza del legame tra gli oggetti dell’universo, chiamato ‘entlangement’ (intreccio) che fa uso  di segnali che si propagano dal passato al futuro e di quelli che dal futuro arrivano al passato. Questi segnali una volta incontratisi creerebbero una ‘intesa’ o ‘stretta di mano’ che permette ai corpi di scambiarsi energia o informazione. Questa impostazione permette di risolvere tanti apparenti paradossi della M.Q.

(4) H. Stapp, in Nadeau R, and Kafatos, M., – The Nonlocal Universe: The new physics and matters of the mind – Oxford University Press. (1999)

(5) Esiste anche una logica, detta fuzzy (cioè sfumata), che ammette infinite possibilità tra il vero o falso e questa sembrerebbe ancora di più adatta a descrivere la M.Q. C’è da dire però che molti a tutt’oggi non accettano questo tipo di interpretazione, rifiutandosi di  ritenere come reale la terza possibilità o le infinite possibilità intermedie. E in effetti esistono interpretazioni alternative che non contemplano questa logica: è come se il caro Einstein si  prendesse così la rivincita. Per dirla in breve, la prima descrizione è quella che dice: ‘la M.Q. è una descrizione precisa della realtà che è nella sua essenza è fuzzy (sfumata)’, l’altra dice: ‘la M.Q. è una descrizione fuzzy (sfumata) della realtà che invece nella sua essenza è precisa anche se ancora non del tutto conosciuta’.
Io sono attratto da queste seconda  interpretazione che riporta ordine nel mondo microscopico e che così si riconcilia senza traumi col nostro mondo macroscopico. Fra l’altro vengono così  scartate interpretazioni di ‘relativismo’ estremo, quali ad esempio quelle che affermano che la realtà esisterebbe solo perché creata dalla nostra coscienza, a cui porta invece l’impostazione del primo tipo. Parlerò di questi interpretazioni quanto-meccaniche, fuzzy e non, in un futuro post.

(6) Fra l’altro questa del foglietto di carta mi piace. Se consideriamo l’Universo ad un certo istante come un foglio di carta, allora una risma o meglio una colonna molto alta di fogli rappresenta l’insieme degli universi che si sono succeduti nella storia. Noi possiamo vedere solo un foglio alla volta, ad esempio una sezione orizzontale della risma, e tutti gli eventi che sono sullo stesso foglio sono per noi ‘contemporanei’. Un altro osservatore in moto rispetto a noi vede anche lui una ‘sua’ sezione, però obliqua, che interpreta come Universo ad un certo istante, e tutti gli eventi che sono su quella sua sezione-foglio  sono per lui contemporanei. Cioè per lui avverranno nello stesso istante eventi che invece per me si susseguono nel tempo! Se avete capito questo esempio allora vi faccio i complimenti, perché avete così anche capito la ‘relatività della contemporaneità e degli intervalli di tempo tra eventi’ della teoria della Relatività Ristretta di Einstein!

(7) una presentazione matematica semplice, per chi vuole saperne di più,  si trova in questo articolo in inglese reperibile in rete

(8) Fra l’altro questa logica a 4 valori potrebbe spiegare il comportamento ondulatorio-corpuscolare degli oggetti quantistici incomprensibile nella logica duale: infatti gli oggetti sarebbero 1) un’onda 2) una non onda 3) sia un’onda che una non onda 4) non un’onda e non una non onda; oppure il gatto di Scrodinger potrebbe essere 1) vivo 2) non vivo 3) sia vivo che non vivo 3) non vivo e non non vivo.

(9) Detto in parole povere, sembra che il futuro di una persona non sia determinato e nemmeno non determinato, a seconda che la sua consapevolezza abbia o meno accesso all’ octa-spazio. Potremmo affermare che un possibile futuro, che è stato preconosciuto, non sia vero o non vero nella 4-logica dell’ octa-spazio. Il passaggio del tempo nel 4-spazio determina la verità o falsità di un evento futuro preconosciuto. Il modello octa-spaziale, che coinvolge superiori gradi di libertà rispetto al 4-spazio, può permettere quello che usualmente è chiamato “libero arbitrio” in questo octa-spazio, che può apparire come precognizione “deterministica” accurata nell’ordinario 4-spazio. L’informazione aggiuntiva percepita tramite la consapevolezza dei sensi dell’ octa-spazio, permette superiori livelli di libertà di scelta, in modo che ciò che può apparire deterministico dato il fenomeno precognitivo, può non essere deterministico nello spazio octa-dimensionale superiore.
Questo sta a significare che ciò che sembra deterministico come condizione, può avere superiori “livelli di libertà” o di scelta nell’ octa-spazio. La consapevolezza precognitiva può permettere scelte aggiuntive in modo che condizioni di e/o possano esistere per periodi temporali nell’ octa-spazio prima di divenire fisse come questo o quello nel quadri-spazio.
(una discussione più completa può essere reperita in rete qui)