Allucinante proposta di «mummificazione» da un’emittente inglese

«Chi vuol esser Imhotep?». Eccolo il titolo azzeccato, evocante la “Mummia”, per il prossimo progetto editoriale dell’emittente britannica Channel 4, che con Fulcrum Tv ha deciso di abbandonare i programmi trash, la tv spazzatura, per darsi alla didattica. Ed insegnare ai telespettatori i segreti dell’imbalsamazione.

State pensando a simpatici animaletti, tipo uccellini e roditori? Quanta poca fantasia. Imbalsamazione vuol dire mummia, e mummia vuol dire Egitto, con i segreti custoditi per secoli dai sacerdoti, che usavano sostanze da poco individuate, comprese rare resine provenienti dal remoto Oriente. Un professore è sicuro di averne carpito ogni segreto; e di esser pronto a ripetere l’esperimento. Nel suo laboratorio? Certo. Ma anche, perché no, in un studio televisivo. Davanti al gentile pubblico.
Non essendo disponibile alcun faraone, Channel 4 ha rivolto un appello a un malato terminale, consapevole del suo stato, e deciso ad offrirsi volontario per essere mummificato secondo le antiche costumanze egizie, donando quindi il proprio corpo a un museo.

E allora, chi vuol esser Imhotep? Nel film, la procedura di imbalsamazione è piuttosto brutale; ma è un film dell’orrore. Channel 4 e Fulcrum Tv garantiscono che aspetteranno che il volontario muoia per conto suo; ma cercano un malato terminale anche perché la produzione deve poter contare su tempi certi, che diamine. Non possono certo aspettare che muoia e quello non muore mai… ne va del palinsesto. Quindi: un volontario che si sbrighi a morire. E un volontario, uno che non pretenda di essere pagato, pur contribuendo a fare audience, ossia a raccogliere pubblicità. Ma forse il “compenso” è l’imbalsamazione gratuita e la possibilità, per i parenti, di mettersi in fila al museo (avranno uno sconto speciale?) e ammirare l’estinto. Una soddisfazione.

Richard Belfield, di Fulcrum Tv, ha ammesso: «Potrà sembrare un po’ macabro». Ma come gli sarà venuto un simile pensiero? Noi invece non vediamo l’ora né vogliamo perderci neanche un dettaglio, in nome della più spietata real tv: l’eviscerazione, ad esempio. Gli organi interni umani hanno sempre un che di misterioso che ad esempio le trasmissioni sulla chirurgia estetica non svelano, non andando oltre lo strato di grasso che frigge e si scioglie dei grandi obesi in differita. Prosegue l’ineffabile Belfield: «Abbiamo mummificato una gran quantità di maiali per controllare che la procedura funzioni». A questo punto il malato terminale che aspira al ruolo di Imhotep si sente tranquillo: l’uomo non è un prosciutto, è vero, ma se con un maiale funziona…

Contiamo di poter seguire il programma in alta definizione, in dolby surround, magari in 3D; assaporando un hamburger al sangue o un piatto di trippa alla parmigiana.
Naturalmente stiamo facendo dell’ironia, speriamo abbastanza pesante. Tv senza pudore, guardona, impicciona, famelica, cinica. Che ingaggia un quasi morto per farne un divo televisivo guadagnandoci sopra, con il pretesto della scienza. Ci vorrebbe lui, il perfido e letale Imhotep… Risvegliati, Imhotep, e vieni a sgranocchiarteli tutti. Meglio se in diretta.

Umberto Folena da Avvenire