di Angela Pellicciari da Libero del 29 Dicembre.

In una Madrid scintillante di luci, in cui splendidi addobbi multicolori illuminano la notte con stilizzate nuvolette, cuoricini, puntini luminosi e scritte inneggianti alla gioia, alla calma, alla serenità, all’allegria, in una Madrid insomma in cui il funerale del Natale cristiano si celebra nel modo più indolore possibile, si è svolto un evento di cui, da noi, nessuno si è accorto.

Per domenica 27 dicembre, festa della Sacra Famiglia, il cardinale di Madrid Antonio Maria Rouco Varela, in stretta collaborazione con Kiko Argüello iniziatore del Cammino Neocatecumenale, ha promosso una solenne festa della famiglia cristiana chiamando nella capitale spagnola famiglie provenienti da tutta Europa: “Il futuro dell’Europa passa per la famiglia”, questo lo slogan.

Se l’arcivescovo di Madrid si è genericamente riferito alla presenza di centinaia di migliaia di persone, il più scientifico El Pais ha calcolato una cifra precisa: cinquantaseimila. Tre anni fa, all’epoca della prima convocazione per la festa della Sacra Famiglia, quando la stampa di tutto il mondo calcolava due milioni di presenze, il quotidiano spagnolo, in splendida solitudine, scriveva ‘centosessantamila’. La cifra si pretendeva esatta perché calcolata in modo matematico, moltiplicando i metri quadri della piazza per il numero delle persone che si ritiene possano occupare un metro quadro.

Ragionevole immaginare che un’analoga iniziativa, promossa dal movimento omosessuale, avrebbe avuto una copertura mediatica leggermente diversa? Si parla tanto di relativismo nichilista, ma l’espressione è vera e falsa insieme. Vera perché si asserisce che la verità non esiste e che, quindi, tutte le singole verità si equivalgono. Falsa perché, in realtà, è imposta una verità anticristiana: la legge naturale non esiste e il matrimonio indissolubile, aperto alla vita, è una follia.

Cinquantaseimila persone? No. Una moltitudine di famiglie da tutta Europa è andata a Madrid a testimoniare la bellezza della famiglia cristiana: madri, padri e tanti figli. Germania, Inghilterra, Lettonia, Ungheria, Irlanda, Polonia, solo per citare alcune delle nazioni presenti. Per non parlare dell’Italia. Solo che noi, col nazionalismo blando e subliminale che professiamo (grazie alle note vicende dell’unificazione nazionale), al contrario delle altre nazionalità, non avevamo bandiere da sventolare. Ma c’eravamo. Ed in massa. Un enorme sforzo economico ed organizzativo per famiglie semplici, con tanti figli, che erano lì a testimoniare che la realtà è veramente drammatica. Che si parla tanto di famiglia e di figli, ma si promuovono solo coppie di fatto, matrimonio omosessuale, adozione per coppie gay. Che per i figli nati da un padre ed una madre che si impegnano nei loro confronti con sacrifici quotidiani e per sempre, non c’è sponsorizzazione. E che, proprio per questo, l’Europa da decenni si sta suicidando. Perché da tempo ha rinunciato alla vita.

I vaticanisti di tutti i quotidiani nazionali, insieme ai rispettivi direttori, devono aver ritenuto che tanta fatica, tanto freddo e tanta allegria non avessero troppo senso. E infatti nessuno di loro si è accorto di nulla e nessuno ne ha dato notizia. Eppure la metà sinistra della Castellana, arteria pulsante di Madrid, era letteralmente invasa da famiglie italiane (di quella destra non so perché non c’ero). Vengono in mente i pastori: gli unici che abbiano contemplato la nascita di Gesù. Poveri pastori. Da loro però è nata una splendida civiltà: quella cristiana. Bisogna ricominciare. Le centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini, venuti con sacrifici dalla Spagna e da tutta Europa (senza aiuto economico di sindacati o partiti o facoltose organizzazioni) hanno testimoniato che lo sanno e che sono pronte a ricominciare. E’ tempo, come gridava Giovanni Paolo II, di evangelizzare. Nel 1982, all’epoca della sua prima visita in Spagna, il papa polacco, proprio dalla Plaza de Lima, aveva profeticamente scandito: “Il futuro dell’umanità passa per la famiglia”. Nel 2009 il testo è stato leggermente modificato: “Il futuro dell’Europa passa per la famiglia”.