di Rodolfo Casadei
Tratto da Tempi del 30 maggio 2009

Da tre settimane il governo egiziano sequestra e abbatte i maiali di proprietà di allevatori cristiani col pretesto della lotta all’influenza suina, e ancora nessun ente per la protezione degli animali ha organizzato la benchè minima protesta contro un’azione che non ha nessuna giustificazione sanitaria e che, stando alle notizie che arrivano dall’Egitto corroborate da un agghiacciante filmato diffuso su Youtube, viene condotta con palese crudeltà. Secondo il responsabile di una delle fosse comuni in cui le carogne degli animali vengono sepolte, “I maiali sono ricoperti di prodotti chimici, ci mettono 30-40 minuti a morire poi li si getta nella fossa”. Nei mattatoi i maiali maschi sono sgozzati, ma le femmine e i maialini sarebbero uccisi a colpi di sbarra di ferro. Il ministero dell’agricoltura smentisce l’uso di prodotti chimici per far morire per soffocamento i maiali, ma le immagini provenienti dalle fosse comuni tendono a confermarlo: i maiali sono interi, non si vede sangue nè segni di sgozzamento. E questo non è tutto: guardate voi stessi il filmato, i maiali vengono presi dai camioncini con cui sono stati radunati e gettati vivi nelle pale meccaniche di grandi ruspe; e da lì sono versati all’interno delle benne di grandi autocarri dove annaspano a centinaia mentre si schiacciano gli uni con gli altri. Poi i camion partono e, con uno stacco, ci si trova sull’orlo delle fosse comuni piene di maiali morti ma intatti.

L’insieme è scandaloso per almeno tre ragioni. La prima è che i maiali non rappresentano una minaccia per la salute relativamente all’influenza suina, e il loro olocausto egiziano è motivato esclusivamente dalla decisione politica tattica del governo di ingraziarsi i deputati dell’opposizione dei Fratelli Musulmani, avversari giurati dell'”allevamento di maiali in terra islamica”. La seconda è che non si ammazzano a questa maniera neanche i maiali: non sono un animalista e un vegetariano, ma provo ribrezzo per questo modo di trattare degli esseri viventi. Credo che per portare via la vita ad una animale ci vuole una ragione accettabile, e che la modalità debba essere la più rispettosa e indolore possibile. Il terzo motivo di scandalo è la totale latitanza di Legambiente, Greenpeace, Wwf, ecc. davanti a questa vicenda. Dove sono i barchini di Greepeace che assaltano le baleniere giapponesi? Le modelle nude per protesta contro le stragi di animali da pelliccia? Perché solo l’Occidente merita l’indignazione quando si mostra crudele con gli animali? Ci sono solo due ipotesi di spiegazione, ed entrambe sono inaccettabili. La prima è che gli animalisti nostrani considerino i musulmani dei sub-umani coi quali è inutile discutere. Spiegazione inaccettabile perché razzista e/o paternalistica: i musulmani sono persone come tutti gli altri, non li si deve trattare come bambini. La seconda è che i musulmani fanno parte dei “popoli oppressi” dall’imperialismo occidentale, e perciò esulano dal campo di azione dei nostri animalisti anti-imperialisti. Anche questa spiegazione è inaccettabile per la sua natura ideologica che fa venir meno il principio della responsabilità personale delle azioni compiute. Un’azione malvagia compiuta da un “oppresso” è condannabile tanto quanto un’azione malvagia compiuta da un oppressore. Diversamente, si nega la piena umanità dell’oppresso, che implica anche il requisito della responsabilità. Cioè lo si tratta nella stessa maniera con cui lo trattano gli oppressori.

Perciò, cari animalisti, se ci siete battete un colpo.