Poco più di 400 sterline, circa 500 euro, per sapere quanto resta da vivere: un’analisi del sangue che sta per essere commercializzata in Gran Bretagna, può mostrare quanto è rapido l’invecchiamento dell’individuo offrendo in futuro la possibilità di calcolare quanto manca all’ultimo respiro. Il test ad altissimo tasso di controversia è stato messo a punto in Spagna, rivela oggi l’Independent. L’analisi misura strutture vitali sulle estremità dei cromosomi chiamati telomeri che sarebbero, secondo gli scienziati, i migliori indicatori della velocità dell’invecchiamento.

Secondo gli esperti, a seconda della lunghezza dei telomeri, si potrà verificare la reale età biologica di una persona e vedere se è più vecchia o giovane di quella anagrafica. Il test non può ancora calcolare con esattezza quanti mesi e anni di vita restano da vivere a una persona. Niente ‘conto alla rovescià verso l’istante della morte dunque: “Sappiamo che chi nasce con telomeri più corti ha una durata della vita più breve, ma non sappiamo se chi li ha più lunghi ha davanti a se la vita di Matusalemme”, ha detto Maria Blasco, del centro nazionale spagnolo per la ricerca sul cancro che ha messo a punto il test commerciale.

L’analisi, che la Blasco ha definito “molto precisa” e che permette di misurare piccole differenze di lunghezza dei telomeri, dovrebbe esser pronta per la distribuzione sul mercato britannico nell’arco di un anno attraverso accordi con Life Lenght, la società della dottoressa. Costo del test: 435 sterline. I campioni, raccolti attraverso una sussidiaria nel Regno Unito, verranno spediti in Spagna per il ‘verdettò finale.

“La gente è curiosa della propria mortalità. Se chiedi in giro cosa preoccupa di più, la risposta più comune è la paura della morte”, ha detto Jerry Shay dell’Università del Texas a Dallas e uno dei consulenti scientifici di Life Lenght. Ma il test, al di là delle implicazioni psicologiche personali, rischia di aprire un vaso di Pandora di preoccupazioni etiche: un timore è che le società di assicurazione e le mutue ne facciano uso per negare o alzare le polizze a persone “a rischio di morte prematura”. O che organizzazioni e aziende poco scrupolose se ne possano avvalere per proporre rimedi non testati anti-vecchiaia o elisir di lunga vita.

Molti scienziati non hanno nascosto la propria ostilità al test del sangue che prende le misure della vita: “A mio giudizio non ha senso offrire di misurare i telomeri in modo che la gente possa conoscere la sua età reale”, ha polemizzato Carol Greider, premio Nobel e responsabile alla Harvard Medical School del laboratorio dove ha studiato al Blasco.

da Avvenire