Sovente si sentono, da parte di chi “conta”, dichiarazioni od esternazioni d’occasione, non ultima quella di un Capo Partito sulla violazione di diritti umani nella ex-Repubblica Sovietica, senza alcuna valutazione su fatti od episodi di una certa rilevanza che stanno succedendo in Italia, come quelli riguardanti la salute pubblica, ”bersagliata” in questi ultimi tempi.

La gente non trova un logico riscontro nella vita pratica e le belle parole, anche se provenienti da quel Capo Partito, che dice di essere cattolico e difensore della famiglia, restano soltanto una valanga e poco convincenti inutili parole.

Ma quanti passi indietro la politica deve fare per il bene dell’Italia ?

Abbiamo ancora nelle orecchie le allarmanti notizie delle “mattanze umane” avvenute recentemente a Genova, a Quartu Sant’Elena, raccapricciante, poi, quella avvenuta a Perugia dove il figlio ha massacrato e sezionato il corpo del proprio padre per mettere mano sull’eredità, sono tristi, ma purtroppo non ultime vicende, che attestano la deviazione di menti non certamente sane, che ci hanno lasciati annichiliti per tanta violenza e prodotto morte, desolazione, sconforto, sbigottimento!

Ma cosa sta succedendo in Italia ?

A questo punto bisogna considerare che è difficile abituarsi e soprattutto spiegarsi perché rispetto ad altre patologie, viene”accantonata” quella psichiatrica che batte in breccia sulla pelle di ignari cittadini, o dei “malati” raramente menzionati, salvo casi eclatanti, forse perché pazienti “scomodi”, volutamente “dimenticati”, o nella migliore delle ipotesi con “problemi” demandati ad una teoria astratta delle leggi ?.

La malattia mentale, qualunque sia la manifestazione, è il calvario dei familiari che hanno un loro congiunto soggetto a disturbi nella sfera neuropsichica e non trovano una chiara risposta in una psichiatria moderna e funzionale.

La malattia mentale, Signori della Politica, “impera” da ben 33 anni sul territorio, cioé dalla chiusura dei “manicomi” !

E’ materia molto delicata che va affrontata con urgenza, in concreto, libera da proposizioni burocratiche e con una serena valutazione e seri provvedimenti, come avevoprospettato al Governo Berlusconi nella Sala Verde di Palazzo Chigi il 17 marzo 2005 nella “Giornata sulla depressione”.

E’ una constatazione di fatti, perché, ripeto, dopo 33 anni dall’emanazione della chiusura degli ex-Ospedali Psichiatrici, mancano servizi specifici in strutture adeguate, perché per la psichiatria si continua ad investire poco o niente, malgrado la evidenza di una situazione critica in aumento dall’infanzia alla senescenza.

Oggi si calcola che il 40% di tutte le  richieste di visita al medico di famiglia ed il 20% di ricoveri siano conseguenti a patologie psichiche e che i servizi pubblici affrontano l’attacco di panico-depressione e di schizofrenia con una metodologia inadeguata e costosissima, come è emerso nell’IX Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia ( Roma dal 24 28 febbraio 2004).

Ci si chiede :

come sono gestiti i disturbati mentali in aumento vertiginoso;

quante persone ( erano circa 25.000) hanno lasciato quei vituperati “ospedali psichiatrici” e che fine hanno fatto;

quanti sono i “residui manicomiali” tutt’ora “residenti” negli ex-manicomi;

quante famiglie vivono nel terrore di sobbarcarsi oneri ed onori nel tenere in casa questi “malati”;

quali percorsi riabilitativi hanno seguito quelli ex-residui manicomiali;

che tipo di abbandono o di violenza hanno conosciuto;

quali innovazioni sono state apportate;

quali nuove terapie;

quali ricollocazioni sociali;

quanti inserimenti familiari affettivi o lavorativi;

dove sono finiti i redditi dei dimessi dagli ex-OP Pubblici valutati in forti somme di denaro giacenti nei depositi bancari o postali;

quale fine faranno  gli “ospiti” dei Manicomi Giudiziari ;

perché sussistono ancora gli Ospedali Psichiatrici Privati;

quando finiranno le sterilizzazioni clandestine offensive della dignità di quelle persone;

quali controlli sono effettuati nelle poche strutture esistenti ;

e chi controlla i controllori ecc. ecc. ?

Queste ed altre domande assillano l’opinione pubblica che attende risposte onde conoscere la verità! Bisogna avere il coraggio di affrontare la realtà e quanti vogliono dare un volto umano a questa “malattia”, non si devono fermare ad una “pitturata di facciata” trasferendo, poi in pratica, il “manicomio” in tanti piccoli “manicomi”.

Nel Bel Paese del diritto positivo, il nostro, bisogna parlare di giustizia e fare giustizia, di umanità e dare umanità, di solidarietà ed applicare effettiva solidarietà e non chiacchiere od inutili parole !

Non si deve aspettare per denunciare vergognose situazioni la “spinta” che viene da una qualsiasi protesta popolare, ma alle parole, Signori della Politica, alla morale, alla logica perché non “salvaguardare i diritti umani “ e coniugare la realtà con fatti concreti ?

Previte

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