L’offerta respinta da Ahmadinejad Pressing di Sarkozy
Tratto da Avvenire del 18 agosto 2010

L’ Iran ha ribadito ieri che non accetterà di liberare e lasciare partire per  il Brasile Sakineh Mohammadi-Ash­tiani, condannata alla lapidazione, e ha affermato che la mobilitazio­ne in Occidente in suo favore è «un complotto».

Intanto in Francia, dove lunedì il ministero degli Esteri aveva prean­nunciato una concertazione di tut­ti i Paesi dell’Ue per cercare di sal­vare la vita alla condannata, il filo­sofo Bernard Henri-Levy ha detto di avere parlato al telefono con il presidente Nicolas Sarkozy, otte­nendo il suo appoggio ad una pe­tizione contro l’esecuzione della sentenza.

Tuttavia in un’intervista televisiva il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad ha detto che Tehe­ran non accetterà la proposta a­vanzata dal presidente brasiliano Ignacio Lula da Silva di concedere asilo a Sakineh. «Non c’è bisogno di creare un problema del genere al presidente Lula – ha affermato Ahmadinejad – Preferiamo espor­tare in Brasile la nostra tecnologia piuttosto che una questione come questa». Da parte sua, il portavoce del ministero degli Esteri, Ramin Mehman-Parast, ha detto che la mobilitazione per Sakineh in Oc­cidente è un «complotto» per rovi­nare i rapporti fra l’Iran e il Brasi­le, che si sono fatti molto più stret­ti da quando, nel maggio scorso, il Brasile è intervenuto con la Turchia per cercare di mediare una solu­zione alla disputa sul nucleare ira­niano. Il 9 giugno i due Paesi sono stati gli unici a votare contro una ri­soluzione del Consiglio di sicurez­za dell’Onu che ha imposto nuove sanzioni alla Repubblica islamica. «Se le autorità brasiliane fossero meglio informate – ha detto Meh­man- Parast – si renderebbero con­to che (la vicenda di Sakineh) è un complotto per creare problemi al­le strette relazioni fra Iran, Brasile e Turchia». Molto dura la risposta del ministro dei Diritti umani del governo Lula, Paulo Vannucchi. U­sando toni molto diversi da quelli del presidente brasiliano, che ave­va chiesto all’«amico» Ahmadi­nejad di accettare la proposta di a­silo, Vannucchi ha chiamato «dit­tatore» il presidente iraniano, ag­giungendo che Brasilia continua ad «esercitare tutte le pressioni di­plomatiche possibili» per far sì che Sakineh possa «ottenere rifugio in Brasile».