di don Mariusz Frukacz
Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 30 gennaio 2011

“I confessori e i sacerdoti che svolgono la cura pastorale per i giovani e per le famiglie devono rispondere nel loro insegnamento ai temi morali ed etici dei tempi moderni”, ha detto a ZENIT don Tomasz Rusiecki, padre spirituale dei sacerdoti, vicario vescovile per la vita consacrata nella Diocesi di Kielce e direttore dell’Unione Apostolica dei Sacerdoti in Polonia.

Interpellato da ZENIT a Jasna Góra durante il XX Simposio per sacerdoti, padri spirituali e confessori, svoltosi dal 24 al 27 gennaio, don Rusiecki ha sottolineato che “è molto importante essere capaci di rispondere alle sfide etiche dei nostri giorni, soprattutto per quanto riguarda i problemi di ordine bioetico e la sacralità della vita umana”.

“I sacerdoti, i padri spirituali e i confessori devono confrontare il messaggio cristiano con la filosofia del neomarximo e del liberalismo utilitarista e radicale – ha aggiunto –. Queste due ideologie intendono infrangere la morale diffondendo caos e confusione nei cuori e nelle coscienze degli uomini. In questo modo vogliono anche manipolare la persona umana”.

Secondo don Rusiecki, “i sistemi filosofici come il neomarxismo e liberalismo radicale e utilitarista vogliono imporre il loro potere anche sulla coscienza umana e sulla verità, ma la verità non si può decidere con le votazioni, la verità si cerca”.

“Nel mondo di oggi, specialmente in Europa, sono evidenti gli attacchi che vengono condotti contro le virtù e il messaggio cristiano. Questo succede perché il cristianesimo insegna e ricorda all’uomo di oggi che Dio è la Verità ed è anche la fonte della verità”, ha sostenuto il Direttore nazionale dell’Unione Apostolica dei Sacerdoti.

“Per questo motivo, i sacerdoti che sono responsabili della formazione spirituale hanno l’obbligo morale di dire e insegnare la verità anche sui temi bioetici. Stiamo assistendo ad una battaglia per la presenza del messaggio cristiano nello spazio pubblico. Esiste una vera lotta per difendere la sacralità della vita umana e per la difesa della famiglia e del matrimonio”, ha osservato don Rusiecki.

Il tema principale del simposio, a cui hanno partecipato più di 100 sacerdoti, padri spirituali e confessori, è stato “Chiesa come casa e scuola di comunione”.