di Nirmala Carvalho
P. Chiramel, del Kerala, si è offerto per un trapianto d’organo per Gopinath, 46enne dializzato, che egli non conosce. Il gesto ispirato dall’Anno sacerdotale: “Per me donare un organo è l’occasione unica e privilegiata di partecipare alle sofferenze di Cristo”.

New Delhi (AsiaNews) – Un sacerdote cattolico ha deciso di donare un rene ad uno sconosciuto padre di famiglia indù. P. Davis Chiramel, 49 parocco della chiesa di San Francesco Saverio a Vadanapally (Kerala), ha deciso di donare il suo organo per Gopinath, ex-elettricista, padre di due bambini, affetto da insufficienza renale cronica.
P. Chiramel è segretario generale della Accident Care and Transport Services (ACTS) di Thrissur. Il 15 febbraio scorso i volontari che lavorano per l’organizzazione si trovano nella chiesa del sacerdote per discutere del loro lavoro. Parlano di un uomo povero, di religione indù, di nome Gopinath. È vittima di un incidente ed ora è in dialisi: ogni tre giorni deve sottoporsi al trattamento presso il Jubilee Mission Hospital di Thrissur. Avrebbe bisogno di un trapianto, ma i volontari non sanno come fare. Dicono che sarebbero necessari almeno 1 milione di rupie, oltre 14 mila euro, ma soprattutto bisognerebbe trovare un donatore. In India i donatori di organi sono uno su un milione.
P. Chiramel sente la discussione dei volontari del ACTS e li rimprovera: “Mi sono accorto che stavano parlando di raccogliere soldi per trovare qualcuno a cui comprare un rene”.
L’India, con Pakistan e Nepal, è uno dei Paesi asiatici in cui il traffico d’organi e soprattutto di reni è molto diffuso. Le autorità controllano a fatica questo commercio che da un parte vede poveri e diseredati disposti a donare organi per guadagnare qualche soldo; dall’altra facoltosi e ricchi malati che non hanno scrupoli a pagare a peso d’oro per la loro salute.
Così, p. Chiramel decide di essere lui il donatore. Comincia le analisi ospedaliere per verificare la compatibilità; intanto partono le procedure burocratiche per ottenere il permesso delle autorità sanitarie.  Il sacerdote racconta ad AsiaNews: “Donare il mio rene per me è una grazia. È avvenuta a febbraio, ma solo lo scorso 19 giugno ho capito quello che stavo facendo. Quel giorno il Papa ha inaugurato l’Anno sacerdotale ed io ero in ospedale per una delle analisi necessarie per il trapianto. È accaduto tutto in un momento: mi sono reso conto che mi era stata donata la grazia di offrire anche il mio corpo per salvare un uomo”.
P. Chiramel usa parole come “gioia”, “dono” e “tesoro” per descrivere quanto gli è capitato. “Cristo è la fonte e l’origine di ogni buona azione ed è Lui che ci da la forza ed il coraggio per agire”, afferma il sacerdote. “Non avevo mai immaginato prima di donare il mio rene, men che meno ad un estraneo”.
Il 30 settembre prossimo Gopinath e p.Chiramel si conosceranno. In quella data è fissato il trapianto presso il Lakeshore Hospital di Kochi e il sacerdote  attende quel giorno come il compimento di una vicenda che “mi ha cambiato la vita”.

Afferma p. Chiramel: “Cristo dona se stesso per la salvezza del mondo ed ogni giorno, nella Messa, i sacerdoti offrono il sacrificio del Suo corpo e del Suo sangue. Ma lo fanno senza condividere le pene e le sofferenze di nostro Signore. Per me la possibilità di donare un mio organo ad una persona che non conosco è diventata l’occasione unica e privilegiata di partecipare alle sofferenze di Cristo”.