Rimini, 26 ago. – (Adnkronos) – “Credo che tocchi all’Aifa, l’Agenzia per il farmaco, una disciplina rigorosa circa i modi con cui garantire la compatibilita’ tra la pillola e la legge che regola l’interruzione volontaria di gravidanza. La pillola potenzialmente potrebbe essere in contrasto con la legge dello Stato sulla interruzione volontaria di gravidanza e quindi devono essere individuati tutta una serie di presidi e di forme di monitoraggio per verificare che non si riproduca quella solitudine della donna che la legge 194 ha concorso ad evitare”. Lo ha detto il ministro del welfare, Maurizio Sacconi, oggi a margine del Meeting di Rimini.

“Siamo molto interessati a verificare – assicura Sacconi – che questa potenziale incompatibilità della pillola con la legge vigente si verifichi davvero. In questo caso non potremmo non porci il problema di sospenderne l’impiego”.

“In questo momento – aggiunge anche il ministro – la regolazione è importante perché c’è una situazione troppo sregolata. È una situazione che comunque deve essere affrontata perché la pillola può essere acquistata altrove, anche impiegata al di fuori della struttura ospedaliera. Tutti aspetti che dovranno essere invece regolati rigorosamente tanto per quanto riguarda la Ru, quanto per quanto riguarda la farmacologia complementare che anch’essa dovrà essere prescritta da ginecologi ed essere somministrata in ambito ospedaliero perché tutto il percorso avvenga in sede ospedaliera come é nello spirito e nella forma della 194”.

Sacconi tocca anche i temi della bioetica e specifica che ”Il Parlamento è sovrano, ma proprio per cercare un più vasto consenso”. Secondo il ministro , nell’ambito dei temi legati al fine vita, ”si potrebbe intanto approvare la leggina che il Consiglio dei ministri varò unanimemente sulla vicenda Englaro”. In particolare, il provvedimento dovrebbe stabilire ”il diritto inalienabile all’alimentazione e all’idratazione – spiega il titolare del welfare – soprattutto per le persone non autosufficienti, rinviando a una riflessione più ponderata tutta la disciplina sull’indicazione anticipata di trattamento”.