L’accenno del ministro alla “famiglia naturale basata su matrimonio e procreazione” fa scoppiare un caso. Poi la precisazione: “Ho citato semplicemente la Costituzione”
di Andrea Tornielli
Tratto da Il Giornale del 9 novembre 2010

Milano – Doveva essere la «Conferenza nazionale della famiglia» senza le polemiche sul caso Ruby, con Silvio Berlusconi che ha preferito non prendervi parte, nonostante si trattasse di un evento organizzato dal governo. Eppure ieri a Milano gli interventi del ministro del Welfare Maurizio Sacconi e del sottosegretario Carlo Giovanardi hanno innescato polemiche durissime. Che ancora una volta hanno distogliere l’attenzione dai lavori della conferenza e dalle emergenze della famiglia.

Sacconi ha detto che «senza nulla togliere al rispetto che meritano tutte le relazioni affettive, le politiche pubbliche che si realizzano con benefici fiscali sono tarate sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione». Un punto, avverte il ministro, sul quale c’è differenza di opinioni con Fini e il suo nuovo partito. Sacconi annuncia anche che sarà creato un «casellario delle famiglie».

Il ministro non ritiene che vi sia un problema di risorse (è «una stronzata», si lascia sfuggire a margine del suo intervento), e spiega quanto già si sia speso e si spenda per la famiglia, riferendosi ai miliardi di euro in «prestazioni Inps al netto delle pensioni». «Non avremmo – dice – un grande debito pubblico se non avessimo una forte dimensione della spesa diretta e indiretta attraverso il Fisco».

Poco prima aveva preso la parola Giovanardi, che spiegando quanto è stato fatto dal governo ha detto: «La rottura della diga della legge 40 aprirebbe la porta a inquietanti scenari, tornando a un vero e proprio Far West della provetta, dove, fin dal primo momento, il concetto costituzionale di famiglia andrebbe irrimediabilmente perduto». E ha annunciato un «grande piano nazionale» per la famiglia, definendo «prioritaria e indispensabile» la riforma fiscale che introduca il quoziente familiare.

Le parole di Sacconi sugli aiuti alle famiglie fondate sul matrimonio, come pure l’accenno di Giovanardi al Far West della provetta, hanno provocato durissime reazioni. Il finiano Benedetto Della Vedova parla di visione ideologica e di «arretratezza del Pdl». Anna Finocchiaro definisce «arrogante e offensivo» il modo con cui si cerca di «coprire il nulla che questo governo ha fatto per le famiglie italiane», Rosy Bindi – presente alla conferenza – ha definito i due discorsi «violenti, da campagna elettorale». Protestano le associazioni gay e i radicali, che in mattinata hanno organizzato una manifestazione contro la conferenza sulla famiglia davanti ai padiglioni dell’ex Fiera dove si svolgeva l’incontro.

Di fronte al profluvio di reazioni, Sacconi ha poi precisato, con una nota, di aver solo citato, nel suo intervento, «gli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione». «Le politiche pubbliche – ha detto – si occupano della famiglia naturale basata sul matrimonio e della natalità più in generale, anche di quella fuori dal matrimonio». E dunque gli aiuti per la natalità riguarderanno anche le coppie di fatto.

I lavori della prima giornata si erano aperti con i saluti del cardinale Dionigi Tettamanzi, che aveva invitato a non proclamare semplicemente valori e impegni, ma di renderli concreti. Avevano portato i saluti ai delegati anche il sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente della Provincia Guido Podestà e il presidente della Regione Roberto Formigoni, che ha elencato tutte le iniziative di sostegno alle famiglie messe in atto dalla sua giunta.

«È un peccato che Berlusconi non sia venuto – dice al Giornale Mimmo Delle Foglie, organizzatore del Family Day – perché era lui il padrone di casa e tra i partecipanti sono rappresentate le varie tendenze politiche. Anche se il sottosegretario Giovanardi ha una dotazione finanziaria praticamente inesistente da investire per la famiglia, questa conferenza è stata ben preparata e va segnalato come si sia tornati a parlare di “famiglia” al singolare, intendendo quella composta da un uomo e una donna».

I dati Istat presentati ieri da Giovanardi parlano della diminuzione dei matrimoni, contratti in età sempre più avanzata, della crescita esponenziale del numero dei divorzi, e della diminuzione della natalità.