Finalmente ho trovato il tempo di leggere il libretto di Guido Vignelli, San Francesco antimoderno, sottotitolo : difesa del Serafico dalle falsificazioni progressiste. Edito da Fede & Cultura di Verona.

Siamo ancora in clima di festeggiamenti dell’unità d’Italia e visto che S. Francesco oltre ad essere un vero e proprio pilastro della Chiesa Cattolica è anche patrono dell’Italia, quale occasione migliore per ricordare la sua figura, la sua missione e soprattutto il suo messaggio. “Lungo il XX secolo, infatti, – scrive Vignelli nella presentazione – lo ‘spirito del tempo’ e le ideologie alla moda hanno gravemente deformato e strumentalizzato il nostro santo, sovrapponendogli una falsa immagine modernizzata: quella di un Francesco ‘buonista’, ‘pacifista’, ‘ecumenista’, ‘filoislamico’, ‘ecologista’, ‘libertario e rivoluzionario’

Non è la prima volta che nella Storia i santi ma anche la stessa figura di Nostro Signore Gesù Cristo vengono spogliati della vera luce e gloria della santità. Vengono usati come pretesto per parlare di altro, per insegnare un altro Vangelo e magari per favorire un progetto anticristiano. Peraltro, “la dottrina cristiana c’insegna che lo ‘spirito del mondo’ non ama la vera Religione, anzi la odia e la teme al tempo stesso; se non riesce a eliminarla, cerca almeno di neutralizzarne l’influenza, adattandola alle proprie esigenze e coinvolgendola nelle proprie strategie”.

Pertanto serve un’opera apologetica per smascherare, confutare e condannare questa pericolosa manovra: l’agile e sintetico volumetto di Vignelli si propone questo scopo, del resto fare opera apologetica è lo scopo anche della giovane Casa Editrice Fede & Cultura ( www.fedecultura.com ).

Forse il caso più grave di falsificazione è senz’altro toccato a S. Francesco di Assisi, figlio di Pietro di Bernardone e di Pica di Bourlemont. Una falsificazione che ha una lunga storia, cominciarono gli umanisti, poi i protestanti, “libertini”, gli illuministi, fino al pastore calvinista-liberale Paul Sabatier, che seguendo le orme di ErnestRenan che aveva demitizzato la figura di Cristo ora si doveva “demitizzare”anche quella del suo più popolare discepolo. Un processo falsificatorio perseguito poi in campo cattolico, dai modernisti e infine oggi dai cosiddetti progressisti. Per Vignelli è importante capire la metodologia usata per questa falsificazione. In pratica si cerca di applicare alla “questione francescana”, “la modernistica contrapposizione tra il ‘Cristo della Storia’ e il ‘Cristo della fede’e tra la ‘Chiesa primitiva’ e la ‘Chiesa istituzionale'”. Secondo questa tesi il “Francesco della Storia”fu un personaggio che tentò di creare una fraternità di “spiriti liberi”che doveva permettere alla comunità cristiana di liberarsi dalle istituzioni ecclesiastiche, bisognava tornare al primitivo comunismo e realizzare una fratellanza globale e cosmica. Purtroppo c’è anche un “Francesco della fede”, spesso immaginario, un francescanesimo ideale, che dovrebbe soddisfare oltre i bisogni religiosi anche quelli sociali. E’ un modello che potrebbe realizzarsi nel prossimo futuro, quando il ‘vento dello Spirito’ abbatterà le ‘strutture di peccato’ (come le istituzioni capitalistiche ed ecclesiastiche) e renderà possibile la nascita di una fraternitè di liberi ed uguali.

In pratica scrive Vignelli, “lungo tutto il XX secolo, molti biografi o apologeti del santo l’hanno trasformato in un precursore delle ultime mode culturali: ossia del ‘buonismo’ insulso, del pacifismo arrendista, dell’ ecumenismo relativista, dell’ ecologismo animalista, della ‘teologia della liberazione’ e del tribalismo anarcoide “. E’ una manovra che ormai è pienamente riuscita, così una falsità, se ripetuta in continuazione senza essere adeguatamente contrastata, finisce spesso con l’essere creduta come vera, almeno per pigrizia e conformismo. “E così – continua Vignelli- quella finta immagine, che all’inizio del secolo XX era diffusa solo fra protestanti e modernisti, è oggi diventata il ritratto ufficioso – se non proprio ufficiale – del santo, quale viene diffuso dalla maggioranza dei predicatori, storici e teologi cattolici, anche se francescani, anzi soprattutto se francescani”.

Una immagine diffusa soprattutto dai mezzi di comunicazione di massa (romanzi, fumetti, musical, commedie, film e telefilm) i quali propinano alle folle un Francesco melenso e sentimentale, smidollato e idiota, scettico in campo dogmatico e permissivo in campo morale, ‘aperto al mondo’ ed ‘amico di tutti’.

In conclusione ormai per la maggior parte dei cattolici, S. Francesco è un precursore del naturalismo, apostolo di una “carità”tutta umana e terrena, che prescinde dalla verità. Ma basta informarsi andare alle fonti storiche francescane e tutte le falsità spudorate saranno smentite. Nel 1921 il Papa Benedetto XV già ammoniva: “Quel personaggio di Assisi, d’invenzione prettamente modernista, che recentemente alcuni ci presentano come poco rispettoso della Sede apostolica e come campione di un vago e vuoto ascetismo, non può essere identificato con Francesco né considerato come un santo”. E più avanti ammoniva: “Chi apprezza il valore del santo, deve apprezzarne anche l’ossequio e il culto dati a Dio; perciò o inizi ad imitare quello che loda, o smetta di lodare quello che non vuole imitare; chi ammira i meriti dei santi, deve anche segnalarsi per santità di vita”.

Alla prossima puntata.

di Domenico Bonvegna