Manifestazione in 17 città della Romania per favorire le nascite e contrastare le maternità surrogate

di Antonio Gaspari

ROMA, mercoledì, 21 marzo 2012 (ZENIT.org).- Sabato prossimo, il 24 marzo, si svolgerà in 17 città della Romania la “Marcia per la vita”.

Sei sono i vescovi delle chiese cattolico romana, greco-cattolica, ortodossa bizantina, protestante ed evangelica che hanno aderito.

In Romania la legge per l’interruzione volontaria di gravidanza è stata approvata dal regime comunista nel 1957. Dal 1958 al 2008, sono stati praticati più di 22 milioni di aborti. Si tratta della percentuale di aborti più alta d’Europa.

Per la prima volta la Marcia per la vita ha una diffusione nazionale. L’obiettivo è quello di riaffermare il diritto alla vita dei bambini a partire dal concepimento, il rispetto verso la vita in tutte le sue fasi e manifestazioni e la necessità di sostenere le famiglie naturali come fondamento di ogni società.

La popolazione, i movimenti per la vita, la Chiese e le autorità civili sono preoccupati per l’ingente calo delle nascite. L’interruzione volontaria di gravidanza è il principale fattore di crisi demografica, con immediate ripercussioni sullo stato civile economico e ambientale della nazione romena.

In preparazione alla Marcia per la Vita promotori hanno diffuso un manifesto in cui chiedono la promozione di alternative all’aborto, “sostenendo le donne in crisi, le adozioni e le misure economiche per favorire la natalità”. Propongono la diffusione di una campagna pubblica circa “le conseguenze negative di aborto e contraccezione”.

Nel manifesto si chiede esplicitamente di respingere ogni forma di eugenismo e di selezione delle nascite.

Si chiede inoltre la sospensione del finanziamento con soldi pubblici delle fertilizzazioni in vitro (IVF) e l’introduzione delle alternative etiche alla IVF.

Dal punto di vista educativo la proposta dei promotori della Marcia per la Vita è quella di respingere la banalizzazione e la promiscuità della vita sessuale riconoscendo il ruolo primario dei genitori nell’educazione dei propri figli.

Si propone la radicale opposizione alla pornografia ed alla sua diffusione, il sostegno ai politici favorevoli ad una cultura della vita e la cooperazione di tutte le associazioni rumene in favore della vita

In Romania, come in altri paesi d’Europa e del mondo sono in atto tentativi per legalizzare la produzione di vite in provetta.

A questo proposito l’8 marzo la Conferenza Episcopale cattolica della romania ha inviato una lettera aperta al presidente rumeno, al Primo Ministro, al presidente del Senato, ai Dipartimenti della Salute, del Lavoro, della Famiglia e della Solidarietà Sociale per respingere la proposta di legge che prevede una libera fecondazione in vitro con un terzo donatore e la madre surrogata.

 Sua Eccellenza Cornel Damian, vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Bucarest e presidente della Commissione per la famiglia della Conferenza Episcopale Rumena ha detto che un tale progetto di legge è “Un attacco alla dignità della persona, all’integrità della famiglia e implicitamente una minaccia alla stabilità della società”.

“Il bambino – ha aggiunto – è sempre una persona umana e non può essere considerato un prodotto di laboratorio”.

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