Nella Basilica di Santa Maria Maggiore

di Carmen Elena Villa

ROMA, mercoledì, 10 giugno 2009 (ZENIT.org).- Migliaia di fedeli stanno accorrendo alle Quarant’ore di adorazione di Gesù Eucaristia nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

L’iniziativa vuole preparare i fedeli alla solennità del Corpus Domini, che verrà celebrata da Papa Benedetto XVI giovedì sera, con una celebrazione eucaristica e una processione dalla Basilica di San Giovanni in Laterano all’atrio di Santa Maria Maggiore, dove il Pontefice impartirà la benedizione con il Santissimo Sacramento.

La cosiddetta Basilica liberiana è il tempio più antico del mondo dedicato alla Madonna. Il suo Arciprete, il Cardinale Bernard F. Law, ha voluto riprendere l’iniziativa delle Quarant’ore di adorazione continuata, un’antica tradizione della Chiesa promossa da San Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano (1538-1584).

La maratona di preghiera è iniziata alle nove di mattina di questo lunedì con una Messa solenne presieduta dal Cardinale Law e si concluderà alle 11.30 di giovedì con l’ora media della Liturgia delle Ore e la benedizione eucaristica.

“Iniziamo un tempo di adorazione continua. L’ agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Se noi vogliamo essere il sale della terra che Gesù ci dice che dobbiamo essere e la luce del mondo, allora il nostro ‘sì’ dev’essere come quello di Gesù”, ha detto il porporato nella sua omelia.

“E’ soprattutto nel mistero eucaristico che troviamo il ‘sì’ del Signore Gesù. Nella sua morte sulla croce comprendiamo l’infinito amore che Dio ha per noi ed è per mezzo della croce che siamo capaci di vivere in quell’amore, diventando così il sale e la luce del mondo”, ha aggiunto riferendosi al Vangelo di questo martedì, Mt 5,13-16.

Centinaia di gruppi e comunità religiose sono giunti nella Basilica per realizzare turni di un’ora o più per adorare il Santissimo Sacramento, esposto sull’altare principale. Questo martedì mattina vi si sono recati gli ambasciatori di varie Nazioni presso la Santa Sede.

Tra questi c’era Jerónimo Narváez Torres, rappresentante del Paraguay. “In questa giornata è la terza volta che noi ambasciatori stiamo pregando insieme – ha detto a ZENIT –. E’ molto importante perché questo mondo così conflittuale e pieno di problemi tra Paesi ha bisogno della preghiera degli ambasciatori delle varie parti del mondo”.

Sua moglie María Graciela ha affermato che anche se non tutti gli ambasciatori presso la Santa Sede sono cattolici la preghiera fa sì che trovino un “punto comune tra tutte le religioni”, e ha osservato che “l’iniziativa è fantastica. Vorrei che continuasse sempre”.

Monsignor Adriano Pancelli, maestro delle cerimonie liturgiche di Santa Maria Maggiore, ha detto a ZENIT che questa iniziativa vuole ricordare ai cattolici l’importanza fondamentale dell’Eucaristia.

“Basta guardare la vita dei santi. L’Eucaristia è pietra viva della Chiesa. Prendere parte e adorare il Santissimo Sacramento è sentire che il Signore è presente. E’ il mistero più sublime, più alto, più vero ed efficace”.

Ai turni di adorazione hanno partecipato laici e religiosi di varie comunità.

“Nell’Eucaristia si lascia assolutamente tutto al Signore ed Egli penetra nelle persone”, ha detto suor Graciela, della comunità delle Sorelle Povere di San Pietro Claver, proveniente da Pasto (Colombia). “Non saprei spiegare a parole ciò che si prova. Bisogna viverla per comprendere, sapere ciò che significa un contatto vivo del Signore. Quando si sa che è lì e che si riceve, si palpita insieme al cuore vivo del Signore”.

La festa del Corpus Domini è stata istituita da Santa Giuliana di Liegi verso il 1200. La santa iniziò ad avere sogni e visioni che la chiamavano a promuovere l’istituzione della festa. Il sacerdote Jaques Pantaléon ne fu colpito in modo positivo e dopo essere diventato Papa Urbano IV approvò l’istituzione della celebrazione.