Il sottosegretario ha presentato il volume scritto a quattro mani con Assuntina Morresi: «Non consentiremo che il metodo farmacologico diventi un modo per scardinare la legge 194»
Tratto da Avvenire del 25 agosto 2010

«Non consentiremo che il metodo farmacologico di­venti un modo per  scardi­nare la legge 194». Lo ha assicurato il sot­tosegretario Eugenia Roccella interve­nendo ieri sera al Meeting di Rimini  alla presentazione di “La favola dell’aborto facile. Miti e realtà della pillola Ru486”, il libro scritto a quattro mani con Assun­tina Morresi. Il sottosegretario ha sotto­lineato con forza di voler alzare la guar­dia e tenere sotto osservazione il feno­meno, soprattutto rispetto a quelle re­gioni che hanno scelto la via del day ho­spital, in contrasto con quanto espresso dal Consiglio superiore della sanità.

«Il day hospital è la strada maestra per l’a­borto a domicilio, per l’aborto fai da te – afferma Roccella, evidenziando che – la maternità non è una questione privata, perché se lo fosse, dovremmo ammette­re il diritto ad avere un figlio, e poi il di­ritto ad avere un figlio sano, un figlio e­sattamente nel momento in cui lo vo­gliamo». Ciò che è importante, inoltre, è una «operazione contro la banalizzazio­ne del silenzio» ha proseguito, specifi­cando che è proprio questo lo scopo del libro scritto da lei e da Morresi. Roccel­la ha ricordato le 13 donne, anche mol­to giovani, morte per aver preso la pillo­la autonomamente: «Quando si dice 13 morti, colpisce poco, ma sono 13 storie, 13 donne, anche giovanissime». E ha ci­tato il caso di una sedicenne morta dis­sanguata sotto la doccia: «Prendere la pillola a casa può dare origine anche a fe­nomeni di questo tipo. Si può morire ba­nalmente sottovalutando i sintomi di u­na emorragia. Nel libro – ha ricordato il sottosegretario – c’è una panoramica globale di quel che è accaduto con la Ru486, di come e perché è stata diffusa. Abbiamo fatto una operazione verità».

«La legge sulla pillola è passata, pur­troppo, è stata una delle ultime cose fat­te dal governo Prodi. L’Aifa ha dato l’ok proprio poco prima che il governo Pro­di cadesse. Noi però abbiamo dato indi­cazioni molto precise come le linee gui­da. La sicurezza della pillola abortiva – ha concluso il sottosegretario – è pari a un aborto chirurgico solo se somministra­ta in ospedale. Maternità, aborto e temi etici devono caratterizzare la nostra a­zione di governo».