Il sistema operativo che ha cambiato la nostra vita di tutti i giorni vedeva la luce il 20 novembre del 1985, ideato da un Bill Gates ancora giovanissimo e lontano dal diventare uno degli uomini più ricchi al mondo. Quando la prima versione venne commercializzata, nessuno o quasi, se non forse il fondatore di Microsoft e i suoi compagni, si sarebbe atteso un successo tanto clamoroso
di Andrea Di Turi
Tratto da Avvenire del 20 novembre 2010

Per ‘girare’, cioè funzionare, a­veva bisogno di soli 256 kiloby­te di memoria, un numero che fa quasi sorridere se paragonato alle montagne di gigabyte su cui si ragiona oggi. Non richiedeva l’utilizzo del mou­se e te lo portavi a casa con meno di 100 dollari, per l’esattezza 99. Questo era Windows 1. 0, la prima versione del si­stema operativo per computer desti­nato a entrare nelle case e negli uffici di tutto il mondo. E che oggi ci rende difficile pensare a una vita, e ancor più a un lavoro, che possa fare a meno dei servizi offerti da un computer.

Windows vedeva la luce esattamente un quarto di secolo fa, il 20 novembre del 1985, ideato da un Bill Gates anco­ra giovanissimo e lontano dal diventa­re uno degli uomini più ricchi del mon­do, che pure ha mantenuto uno stile di vita sobrio specie se paragonato a quello di coloro sui quali la ricchezza più o meno improvvisa ha prodotto ef­fetti talora catastrofici. Per i più curio­si, su Youtube, il sito Internet di video amatoriali più famoso del mondo, ci si può divertire a rivedere la pubblicità con cui nel 1985 Steve Ballmer, oggi presidente di Microsoft, promuoveva il lancio sul mercato della nuova creatu­ra, in perfetto stile da televenditore.

Quando la prima versione venne com­mercializzata, nessuno o quasi, se non forse Bill Gates e compagni, si sarebbe atteso un successo tanto clamoroso, addirittura epocale. Anche perché i pri­mi vagiti di Windows non furono cer­to accompagnati da ovazioni di con­sensi, anzi tutt’altro: gli esperti, infat­ti, lo accolsero quasi con sarcasmo an­che perché era disseminato di ‘bug’, cioè di problemi che lo rendevano po­co performante e scarsamente affida­bile. Mentre il ‘Mac’, il sistema opera­tivo di casa Apple, già mieteva succes­si sul mercato grazie al sistema delle finestre sovrapposte. Sistema su cui poi Windows (termine che significa ap­punto ‘finestre’) edificò la sua spetta­colare crescita. Proprio i numerosi difetti riscontrati sul neonato sistema operativo fecero accelerare il rilascio, nel maggio del 1986, cioè solo dopo pochi mesi, della versione 1. 01, se­guita poi da Windows 2. 0 nel novembre del 1987, quando già Mi­crosoft si era quotata in Borsa al Nasdaq di New York (oggi capitalizza ol­tre 220 miliardi di dolla­ri e occupa quasi 90mi­la dipendenti nel mon­do, in Italia è presente dal 1985). Per il boom si dovette atten­dere l’uscita di Windows 3. 0, rilasciato nel 1990: superò nel primo anno il mi­lione di licenze vendute (arrivarono a 10 milioni nei due anni successivi) e dette l’avvio al predominio che dura ancora oggi, quando 9 computer su 10 nel mondo hanno un sistema operati­vo uscito dalla casa di Redmond. Pre­dominio che i pur agguerriti concor­renti sono riusciti solo a scalfire. Ma che, proprio perché così evidente, ha scatenato negli anni lunghe e a volte dolorosissime battaglie, in termini e- conomici, che Gates e la sua compa­gnia a volte hanno perso nettamente, come nel caso della multa da 497 mi­lioni di euro comminata nel 2004 dal­l’Antitrust dell’Unione europea del­l’allora commissario al mercato Mario Monti.

I dati relativi all’ultimo nato, il sistema operativo Windows 7 (lanciato il 22 ot­tobre del 2009, in dodici mesi ha ven­duto 240 milioni di copie e punta en­tro fine anno a toccare quota 300), fan­no presagire che il dominio di Windows proseguirà nei prossimi anni, anche se le sfide non mancano. Della prossima versione, Windows 8, attesa per il 2010, già si chiacchiera abbondantemente su Internet (ad esempio su www.windows8news.com) soprattutto per le sue caratteristiche innova­tive, dato che punterà sulla cosiddetta virtua­lizzazione, cioè sulla separazione del software dal dispositivo fisico: è stata recentemente definita «la scommessa più rischiosa che abbiamo mai lancia­to» dallo stesso Steve Ballmer, a cui Ga­tes nell’estate del 2008 lasciò le redini dell’azienda per dedicarsi a tempo pie­no alla filantropia con la Fondazione Bill and Melinda Gates, costituita in­sieme alla moglie. Un altro record, da­to che è la fondazione col patrimonio più elevato al mondo, e un’altra scom­messa da vincere, forse la più impor­tante.