di Magdi Cristiano Allam

Quando incontrai per la prima volta Rita a Bologna, in compagnia della sua mamma Marta, me ne innamorai immediatamente. Era il 16 giugno 2009, un martedì. L’appuntamento per gli iscritti e i simpatizzanti del movimento “Protagonisti Per l’Europa Cristiana” era alle ore 19 presso la chiesa dell’Istituto Salesiano in via Jacopo della Quercia, nei pressi della Stazione Centrale.

L’occasione era la partecipazione a unamessa di ringraziamento per il buon successo alle elezioni europee svoltisi il 6 e 7 giugno, che mi hanno consentito, nella veste di presidente del movimento e candidato indipendente nella lista dell’Udc per il Nord-Ovest, di conquistare un seggio al Parlamento Europeo, così come hanno registrato un buon esordio sulla scena politica della nostra Elena Rizzi che ha concorso sempre come indipendente nella lista dell’Udc per la Circoscrizione del Nord-Est. Rita mi ha colpito subito per la sua straordinaria vitalità. E’ a tal punto ricca dentro che la sua vitalità è straripante, incontenibile, inevitabilmente contagiosa. Mi ha cercato prima ancora che mettessi piede dentro la chiesa, mi ha fissato con lo sguardo ancorandomi alla sua persona in una stretta avvincente, si è presentata evidenziando l’essenza positiva e costruttiva che dimora in lei: il dono sublime di una fede cristiana solida che lei testimonia con un amore sconfinato per la verità assoluta e trascendente, fino a elevarla a ragione stessa della sua esistenza terrena percepita esclusivamente come una dimensione interiore, dove la libertà autentica si traduce nell’essere pienamente se stessi. In questo contesto del tutto singolare Rita è una giovane che spiritualmente vive con la schiena dritta e a testa alta, a dispetto del fatto che l’avversità fisica la costringe a restare immobile sulla carrozzina. Rita ti cattura con la sua passione per noi persone create a sua immagine e somiglianza del Creatore, una passione che lei manifesta con l’abbraccio, il pensiero, le parole e soprattutto la scrittura. Rita sente dentro di sé un’irrefrenabile voglia di rappresentarci il suo animo ricco e bello tramite la scrittura. Per lei è il segno tangibile della sua testimonianza cristiana concepita tra noi e per noi. Fu così che mi parlò subito di questo libro che stava ultimando, chiedendomi di poterle dedicare poche righe come “invito alla lettura”. Me lo domandò con l’afflato di chi esprime il desiderio della vita, un modo di porsi che travalica il contenuto apparente e acquisisce un valore superiore, che si traduce sostanzialmente nell’aspirazione a unire i nostri due animi per l’eternità. Ho spontaneamente accolto con gioia la sua richiesta. Lei era euforica perché percepiva di aver legato la sua vita a quella dell’ “eroe cristiano del nostro tempo”, come mi definì. Le risposi che ero io a nutrire nei suoi confronti una profonda gratitudine perché tramite la sua testimonianza riscoprivo il fascino assoluto del mistero della vita. E’ lei l’incarnazione della sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale. Rita ti riempie dentro con il suo amore per Gesù Cristo, il Dio che si è fatto uomo scegliendo il sacrificio della croce per redimere l’umanità e donare a tutti noi la vita eterna. Un amore in cui lei si identifica in modo integrale, fino a considerare la propria croce come un dono divino. Al punto che io rimasi sconvolto, ammirato ed estasiato quando rivolgendosi a me disse: “Se oggi il Signore mi facesse la grazia della guarigione, io non lo vorrei. Perché grazie alla mia condizione io ho conosciuto la realtà profonda del rapporto vivo con Gesù Cristo”. Parole che ho ritrovato proprio nella conclusione di questa commovente e affascinante autobiografia: “Io rimango sulla mia carrozzina, con la mia sofferenza ma una vita piena di ricchezza, una vita che mi da la felicità, molta più di quella che probabilmente avrei come persona sana, ma soprattutto resto con Te nella sofferenza. Il mio cammino mi ha portato a questo, questa è la mia scelta, di vedere Te nel mio corpo e di non desiderare altro che non sia Te sulla croce con me vicino, mio Signore e mio Dio”. Carissima Rita, noi ti saremo infinitamente grati per la tua straordinaria testimonianza di una vita vissuta autenticamente come realizzazione di ciò che si considera essere l’essenza della nostra esistenza terrena. Tu, che il Destino ha prescelto per mettere alla prova la tua fede riservandoti il sacrificio di chi non può liberamente e totalmente disporre del proprio corpo, stai insegnando a noi persone apparentemente fortunate perché possiamo camminare e anche correre ovunque vogliamo, che la felicità autentica è nell’essere e non è nell’avere. Ma soprattutto che la vita è un dono che si testimonia con l’amore genuino di chi si offre gratuitamente al prossimo per scaldare i cuori gelidi e illuminare le menti disorientate. Sì, vi invito convintamente e fortemente a leggere l’autobiografia di Rita. Più persone la leggeranno ed accoglieranno il suo messaggio, più la vita di Rita sarà tutt’altro che il volo di una farfalla: resterà la testimonianza di una vittoria morale che vivrà eternamente.