“Budget del ricoverato”, se vero, costituisce un forte impatto sociale.

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, Lei che non lascia nessuno in difficoltà, lo dimostri con un Suo  efficace intervento verso questo “budget del ricoverato” che costituisce, se vero, una disdicevole “macelleria sociale!, un mancato rispetto della dignità umana, una autentica vergogna per un Paese civile come l’Italia.!

La storia dell’umanità è segnata da sforzi tesi a garantire la dignità degli esseri umani e la sua evoluzione significativa, affonda le sue radici nella “Magna Charta Libertatum”, nella “Petition of Rights”, nella “Bill of Rights”, e nei tempi a noi vicini per quanto riguarda l’Italia, dalla “Costituzione Italiana” del 27 dicembre 1947, dalla “Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo” delle Nazioni Unite del 10 dicembre 1948 e dalla “Costituzione Europea” del 13 ottobre 2004.

Questi “Documenti” costituiscono traguardi molto importanti sulla via del riconoscimento all’individuo-persona dei diritti fondati sulla morale, sulla ragione, con la difesa della persona e della famiglia, pilastri centrali delle politiche sociali, oggi fortemente “defenestrata” da due simboli = SS (Soldi e Sesso ).

Ricordo che il diritto in senso giuridico s’intende quel complesso di norme che regolano la società civile nei rapporti fra i suoi membri, come quelli nel campo della sofferenza ed in condizioni di disabilità o handicap dell’uomo, che devono consentire nell’inserimento della vita sociale, nel diritto a vivere in mezzo agli altri e di interagire con il mondo. Infatti non vi è scuola od orientamento pedagogico, progetto educativo od intervento sociale che non miri a dare una maggiore e più vasta autonomia all’individuo-persona. Ma, oggi, tutto è relativo.

Il relativismo, cioè il lasciarsi portare in ogni dove da venti di dottrina molto imperanti, appare come l’unico ed indiscutibile atteggiamento all’altezza dei tempi moderni.

Si va costituendo una “imposizione” del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultimo obiettivo solo il proprio io e le bramosie.

Tuttavia va affermandosi, è da augurarsi in maniera del tutto provvisoria, una cultura di delirio verso gli animali domestici, per i quali nutriamo un rigoroso rispetto, ma non possiamo non considerare che sono stati promossi nella serie A della considerazione giuridica e nella rivoluzione etica che costituisce una nuova moralità, un’ipocrita idolatria che supera anche il centralismo dell’uomo, riscontrando un ridimensionamento per quella parte di umanità sofferente che dovrebbe essere in vetta alla classifica delle priorità assoluta, per cui appare sempre più evidente la necessità del rispetto delle buone regole e dei diritti fondati sull’etica e sulla ragione.

Ora nella nostra Nazione il diritto-dovere dei cittadini, specie di quelli cattolici, è quello di promuovere e difendere con mezzi leciti le verità morali riguardanti tra l’altro, la vita, la giustizia, la libertà, il rispetto della vita e degli altri diritti delle cure delle persone anziane anche quando sono in pericolo di vita.

La solidarietà sociale, nonché cristiana, deve sostenere e valutare le necessità dei cittadini, concetto che deve indurre tutti verso la protezione dei diritti di uguaglianza e pari dignità sociale più volte richiamata dalla nostra Costituzione, ultimamente da Mons. Crociata Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana ha sottolineato il ruolo delle istituzioni sanitarie cattoliche che devono favorire una cura “più umana” della persona.

Ora in Italia, anche, presunti tagli di bilancio sanitari regionali, pare, vengono utilizzati, nel nome del risparmio, a defraudare il diritto alla vita ed alla salute dei cittadini, restringendo i tempi di degenza, nei n/s vituperati ospedali, per fasce dì età ed in qualunque condizione di salute si trovi il paziente.

Ma quello che impressiona ed indegna molto di più se tali “regole” vengono applicate su persone indifese, in stato cronico,come su cittadini disabili, in tarda età od in fase terminale come, pare, avvenga nelle corsie ospedaliere.

E’ eutanasia, una omissione di soccorso, ancora non in conformità con l’ordinamento giuridico italiano!

Non ci stanchiamo di rinnovare l’appello al Parlamento Italiano, che risponda alla Petizione n.911 al Senato e n.787 alla Camera dei Deputati, dove abbiamo richiesto di conoscere la verità, adottando opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale della vita dei cittadini

Ancora una volta auspichiamo che le Civili Istituzioni si facciano carico di questi urgenti e gravi problemi in cui l’opinione pubblica è da tempo preoccupata, invece di formalizzarsi in inutili e dannose litigiosità che non servono né alla politica né ai cittadini, perché la libertà di essi finisce dove comincia il libertinaggio della politica.

E’ una sintesi di riflessione sul concetto del valore di libertà, di azione, di proposizione, cioè sull’origine della connivenza civile, sul senso della vita, sul rispetto della dignità umana e sul valore della persona.

Dr. Franco Previte

Presidente dell’associazione Cristiani per Servire

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