Un equipe di scienziati dell’Università La Jolla le ha ottenute senza utilizzare geni, aprendo nuovi scenari anche dal punto di vista bioetico: non c’è stata necessità di partire da un embrione, ma da cellule adulte

Washington – Un’equipe di scienziati dell’Istituto di Ricerca dell’ Università La Jolla, in California, è riuscita a ottenere cellule staminali utilizzando proteine anzichè geni. Così la ricerca apre scenari nuovi anche dal punto di vista bioetico per la ricerca sulle staminali.

I ricercatori, partendo da cellule delle pelle mature, sono riusciti a risalire al loro stato embrionale introducendo in loro proteine anzichè geni. Finora – come riporta il Wall Street Journal – la ricerca era riuscita a ottenere risultati analoghi introducendo geni nelle cellule. Questa tecnica consente infatti di far risalire la cellula al suo primitivo stato embrionale. In questo caso, invece, i ricercatori sono riusciti ad ottenere lo stesso risultato inserendo nella cellula adulta quattro proteine e ostengono che questa tecnica è molto più sicura perché non richiede manipolazione genetica, e consente di superare vincoli di carattere bioetico.

“Abbiamo ottenuto queste quattro proteine in laboratorio in modo che possano penetrare nella cellula” e riportarla al suo stato embrionale, ha spiegato il capo dei ricercatori californiani, Sheng Ding, dello Scripps Research Institute di La Jolla. Il settore della ricerca che si occupa della cosiddetta “riprogrammazione” è agli inizi. L’ultimo esperimento in ordine di tempo, che ha condotto appunto a questo risultati giudicato “molto incoraggiante”, è stato portato avanti utilizzando cellule della pelle dei topi. Ora secondo Ding, un chimico, c’è la speranza che si possano ottenere risultati analoghi anche sulle cellule umane. Nello stesso tempo però la ricerca in questo campo è ad una fase iniziale per cui – hanno ammesso i ricercatori – ci vorrà comunque tempo per ottenere risultati tali da poter sperare in un utilizzo clinico.

Le speranze però sono considerate “notevoli” perché attraverso cellule staminali “riprogrammate” si potrebbero ottenere cellule di qualsiasi tessuto umano, dal cuore, ai nervi, e dunque sviluppare terapie innovative ed efficaci. Cioè avere gli stessi possibili sviluppi che garantiscono le cellule embrionali, ma senza per questo avere necessità di partire da un embrione per ottenerle, ma da cellule adulte.

da Il Giornale