Di ogni età e condizione, spiega un incontro celebrato a Roma

ROMA, lunedì, 11 maggio 2009 (ZENIT.org).- L’Europa ha bisogno di evangelizzatori di ogni età e condizione, sia sacerdoti che laici. Lo hanno constatato i partecipanti all’11° Congresso europeo di Vescovi e responsabili di catechesi, svoltosi a Roma dal 4 al 7 maggio su iniziativa del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) sul tema “La comunità cristiana e il primo annuncio”.

86 delegati (tra cui 18 Vescovi) di 29 Conferenze Episcopali hanno indicato nei rapporti e nei dibattiti del Congresso che “il primo annuncio non è solo compito dei sacerdoti” e che “stanno aumentando l’attività e la presa di coscienza dei laici in questo campo”, spiega un comunicato del CCEE.

“La missione non è un’attività individuale, ma di tutta la comunità ecclesiale – hanno sottolineato –. La natura missionaria della Chiesa non è accidentale o un attributo in più, ma una caratteristica essenziale”.

Si è anche segnalata la necessità, al momento di evangelizzare, di una “dimensione pratica ed esistenziale della vita del cristiano e della Chiesa”, oltre che della riflessione teorica.

Al Congresso sono intervenuti il prefetto della Congregazione per il Clero, il Cardinale Cláudio Hummes, O.F.M., e il prefetto del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, il Cardinale Walter Kasper.

Il Cardinale Hummes ha sottolineato che “bisogna decidersi per un’evangelizzazione fondamentale” e che l’Europa dipende da questa.

“Oggi il mondo, e in particolare l’Europa secolarizzata e laicizzata, hanno bisogno di evangelizzatori che investano la loro vita nell’annuncio di Cristo”, ha aggiunto.

Il porporato ha affermato che spesso “è mancata proprio la prima evangelizzazione”, e molti battezzati abbandonano le comunità perché hanno un’evangelizzazione insufficiente o addirittura inesistente.

Dal canto suo, il Cardinale Kasper ha spiegato che la “nuova evangelizzazione” “non significa indottrinamento, bensì testimonianza spirituale attraverso la parola e l’azione, nonché attraverso l’intera vita della Chiesa”.

Sulla base della Costituzione Dogmatica Dei Verbum, il porporato ha quindi distinto tra “prima evangelizzazione in alcune parti dell’Africa e particolarmente in Asia, e nuova evangelizzazione da attuare in Europa, in cui esistono ateismo anticlericale duro e un laicismo articolato a livello politico”.