di Assuntina Morresi da http://www.stranocristiano.it

E’ finito un mondo, per la Chiesa ed i cattolici, scrivevo nel post di ieri, parlando di una Chiesa meno italiana. Lo stesso si può dire per i cattolici italiani in politica, e adesso parliamo di questo.

Cominciamo commentando la lettera di Matteo Renzi su Repubblica di lunedì scorso, titolata “Non basta essere cattolici per il Colle serve un garante per tutti gli italiani”.

La simpatia che riscuote Matteo Renzi non deve confondere ed offuscare il giudizio su quella lettera, che non può che essere fortemente negativo. Il vero oggetto del contendere è la candidatura di Franco Marini al Quirinale, che Renzi stronca duramente, e per farlo usa, appunto, l’argomento del “non serve essere cattolici”. Accanto a questo chiama in causa il Papa, le letture della Messa di domenica e la sua fede personale, in una serie di frasi ad effetto il cui succo è ridurre la fede a “un’ispirazione religiosa utile alla società”. Esattamente la posizione contro cui uno come Don Giussani, tanto per fare un esempio, ha sempre combattuto.

Una posizione furbastra, dicevamo, che riesce ad andare contro tutta la storia del cattolicesimo politico italiano e a contraddire il magistero della Chiesa, specie quello degli ultimi due Papi. La risposta più completa ed esauriente a Matteo Renzi l’ha data oggi Antonio Socci, su Libero: vi consiglio VIVAMENTE di leggerla, perché Socci smonta pezzo dopo pezzo la lettera, smascherandone le ambiguità nascoste dalle frasi ad effetto.

Ma Renzi l’ha potuta scrivere anche perché è evidente che in questo momento i cattolici impegnati in politica sono in forte difficoltà: anzi, per essere precisi, la tesi che lui sostiene è una versione sostanzialmente aggiornata di quella dei “cattolici adulti” di Prodi (che infatti Renzi vuole al Quirinale). Ma quando Prodi si diceva cattolico adulto, c’era il Family Day, e Renzi stava proprio lì, e non con Prodi. Renzi è cambiato perché la situazione generale è cambiata. Ci torneremo sopra nei prossimi giorni, per spiegare bene.