Nell’udienza del mercoledì in piazza San Pietro le parole del Papa

da Vatican Insider

Religione liquida e ritorno al vangelo

La «mentalità» diffusa e dominante, spesso permeata di «nichilismo», induce talora a vivere «con leggerezza», senza ideali, con «legami liquidi». Contro i rischi di questi atteggiamenti il Papa invita i cristiani a tornare alla fede e tornare a educare i giovani alla «verità».

Lo ha detto in un passaggio della udienza generale in piazza San Pietro, davanti a oltre 30.000 persone. «Oggi – ha osservato Benedetto XVI – viviamo in una società profondamente mutata anche rispetto ad un recente passato e in continuo movimento. I processi della secolarizzazione e di una diffusa mentalità nichilista, in cui tutto è relativo, – ha aggiunto – hanno segnato fortemente la mentalità comune.

Così, la vita è vissuta spesso con leggerezza, senza ideali chiari e speranze solide, all’interno di legami sociali e familiari liquidi, provvisori. Soprattutto le nuove generazioni – ha rimarcato papa Ratzinger – non vengono educate alla ricerca della verità e del senso profondo dell’esistenza che superi il contingente, alla stabilità degli affetti, alla fiducia.

Al contrario, il relativismo porta a non avere punti fermi,  sospetto e volubilità provocano rotture nei rapporti umani, mentre la vita è vissuta dentro esperimenti che durano poco, senza assunzione di responsabilità». Neppure i credenti, ha osservato il Papa, restano «totalmente immuni da questi pericoli».

Tra i sintomi di ciò Benedetto XVI ha citato «una fede vissuta in modo passivo e privato, il rifiuto dell’educazione alla fede, la frattura tra fede e vita».

«Il cristiano – ha osservato il Pontefice – spesso non conosce neppure il nucleo centrale della propria fede cattolica, del Credo, così da lasciare spazio ad un certo sincretismo e relativismo religioso, senza chiarezza sulle verità da credere e sulla singolarità salvifica del cristianesimo».

Anno della Fede e Concilio

Celebrata con l’Anno della Fede, «la ricorrenza dei cinquant’anni dall’apertura del Concilio Vaticano II è un’occasione importante per ritornare a Dio, per approfondire e vivere con maggiore coraggio la propria fede, per rafforzare l’appartenenza alla Chiesa, maestra di umanità che, attraverso l’annuncio della Parola, la celebrazione dei Sacramenti e le opere della carità ci guida ad incontrare e conoscere Cristo, vero Dio e vero uomo». E’ stato Benedetto XVI nella sua catechesi, ha ribadirlo.

«Si tratta – ha spiegato ai fedeli presenti in piazza San Pietro per l’Udienza Generale – dell’incontro non con un’idea o con un progetto di vita, ma con una Persona viva che trasforma in profondità noi stessi, rivelandoci la nostra vera identità di figli di Dio».