Poteva essere offensivo per altri pazienti

di Nieves San Martín

LONDRA, venerdì, 6 febbraio 2009 (ZENIT.org).- Un’infermiera cristiana battista, sospesa per essersi offerta di pregare per una paziente, ha ricevuto questo lunedì grande sostegno da parte di organizzazioni mediche e religiose, pazienti e cappellani ospedalieri, secondo quanto rende noto il quotidiano britannico Daily Mail.

Mentre i cappellani hanno chiesto nuovi orientamenti per il sistema sanitario nazionale per quanto riguarda l’assistenza spirituale ai pazienti, il Christian Medical Fellowship ha affermato che la sospensione di Caroline Petrie è un atto di “discriminazione religiosa”.

La signora Petrie, cristiana impegnata di 45 anni, affronta un’azione disciplinare dopo essere stata accusata di non rispettare l’impegno di uguaglianza e diversità. Potrebbe essere licenziata per aver chiesto a una paziente anziana se voleva che pregasse per lei.

La paziente, May Phippen, di 79 anni, non si è sentita offesa, ma ha commentato con un’altra infermiera che poteva essere offensivo per altri pazienti.

La signora Petrie, che ha due figli, ha detto che la sua offerta di preghiera era il suo modo di augurare un miglioramento. “Non penso di aver fatto qualcosa di sbagliato – ha confessato –. Ho solo cercato di far sì che la paziente sapesse che pensavo a lei. E’ il mio modo di dire ‘spero che guarisca’”.