È questa la spiegazione che Benedetto XVI avrebbe dato nel corso di un colloquio privato: la rinuncia frutto di un’esperienza «mistica»

di Andrea Tornielli da Vatican Insider

Benedetto XVI

«Me l’ha detto Dio». Con queste parole il Papa emerito Benedetto XVI avrebbe spiegato la sua decisione di rinunciare al pontificato. La ricostruzione di un colloquio privato con una persona che ha visitato Ratzinger qualche settimana fa e ne ha riferito i contenuti scegliendo però di mantenere l’anonimato è stata rilanciata dall’agenzia cattolica «Zenit».

«Dopo circa sei mesi dall’annuncio che ha sconvolto il mondo – scrive Zenit – la decisione di Ratzinger di vivere nel nascondimento fa ancora riflettere e interrogare. Qualcuno ha avuto il privilegio di sentire dalle labbra del Papa emerito le motivazioni di questa scelta. Nonostante la vita di clausura, Ratzinger concede infatti – sporadicamente e solo in determinate occasioni – alcune visite privatissime» nell’ex convento Mater Ecclesiae in Vaticano, divenuto la sua dimora. Durante questi incontri, l’ex Pontefice «non commenta, non svela segreti, non si lascia andare a dichiarazioni che potrebbero pesare come “le parole dette dall’altro Papa”, ma mantiene la riservatezza che lo ha sempre caratterizzato. Al massimo osserva soddisfatto le meraviglie che lo Spirito Santo sta facendo con il suo successore, oppure parla di sé, di come questa scelta di dimettersi sia stata un’ispirazione ricevuta da Dio».

«Me l’ha detto Dio», è stata la risposta del Pontefice emerito alla domanda sul perché abbia rinunciato al soglio di Pietro. Ratzinger avrebbe poi subito precisato che «non si è trattato di alcun tipo di apparizione o fenomeno del genere; piuttosto è stata “un’esperienza mistica”‘ in cui il Signore ha fatto nascere nel suo cuore un “desiderio assoluto” di restare solo a solo con Lui, raccolto nella preghiera». Secondo la fonte l’esperienza mistica si sarebbe protratta lungo tutti questi mesi, «aumentando sempre di più quell’anelito di un rapporto unico e diretto con il Signore. Inoltre, il Papa emerito – scrive Zenit – ha rivelato che più osserva il “carisma” di Francesco, più capisce quanto questa sua scelta sia stata “volontà di Dio”».

Dunque non soltanto Ratzinger sarebbe più che mai convinto dell’opportunità della sua scelta, che tanto ha fatto discutere soprattutto tra i suoi più vicini collaboratori, ma sarebbe anche contento nel vedere ciò che il suo successore sta realizzando. In un precedente colloquio con un accademico tedesco Benedetto XVI aveva già parlato della sintonia dal punto di vista teologico con il suo successore Francesco. Quest’ultimo, del resto, non manca occasione di manifestare anche pubblicamente la venerazione per il suo predecessore, del cui consiglio ha detto di non volersi in alcun modo privare.